Eravamo usciti dalla trattoria dopo circa due ore, la cena era stata come al solito buona, ma per tutto il tempo io e il mio amico Massimo avevamo discusso animatamente di pari diritti e di pregiudizi tra uomo e donna, rovinando la digestione a noi e a Marco, che assisteva alla nostra diatriba cercando di placare gli animi. Non ero d’accordo con Massimo sul fatto che l’Italia fosse un paese maschilista, gli dicevo che mi sono sempre sentita libera di essere e di fare quello che desideravo fin dall’adolescenza, che nonostante fossi cresciuta in un piccolo paese del sud non mi ero mai sentita giudicata e che le mie scelte e la mia situazione privata e sociale erano al pari di quelle di un uomo, che, insomma, le invasioni delle piazze negli anni settanta erano valse a ottenere i pari diritti di cui oggi finalmente godiamo.

L’altro giorno, però, in una sala d’attesa una donna mi chiede:
“Che bella pancia che hai! Conosci il sesso?”
“Si è una femmina!” – le rispondo sorridendo orgogliosa.
“Ah, non è un maschio, peccato! Ma dai non importa, l’essenziale è che stia bene!”
” No… ma…veramente io sono contenta che sia femmina…”
L’ amica che era con me si avvicina e mi chiede di cosa stavamo parlando, “niente!” rispondo, per non darle importanza. In macchina mi ritorna in mente l’espressione di quella donna, era insoddisfatta e rancorosa, non aveva sorriso come invece avevo fatto io, e le opinioni delle persone negative non contano nulla, mi son detta. Ma nonostante il mio tentativo di ignorarla, quella frase, come un palangaro, ha ripescato tutto il repertorio di opinioni che nell’ultimo periodo ho dovuto ascoltare. È venuto fuori lo scambio con quel ginecologo che per uno strano caso ho incontrato al posto della mia dottoressa il giorno dell’ecografia:
” Il liquido amniotico è perfetto, prendiamo la misura del femore…è perfetta anche questa, la circonferenza del cranio anche, signora suo figlio sta crescendo benissimo!”
” Bene dottore, sono molto contenta, grazie” – gli ho risposto sorridendo
” Eh però signora mia non è riuscita a fare il maschio!”
Rimasi basita ma lo fulminai con lo sguardo. Mi sentii offesa e amareggiata per quello che aveva detto a me e alla femmina che stava crescendo meravigliosamente bene. Anche lui come quella donna, aveva un’espressione piena di insoddisfazione e di frustrazione, non sapeva sorridere ed era vecchio, e le opinioni delle persone negative non contano nulla, mi sono ripetuta.
Ripensai subito al mio amico Massimo e questa volta fui d’accordo con lui: l’Italia è ancora un paese maschilista.
A prescindere dal fatto che le pari opportunità lavorative, le quote rosa, i sussidi alla maternità, il riconoscimento della violenza di genere sono semplici abbozzi sulla carta dei diritti, il principio della parità tra uomini e donne è molto lontano dalla realtà dei fatti. Fino a che l’uomo della strada e soprattutto la donna stessa continueranno a pensare che “essere maschio è meglio” nessuna legge può valere.
Così capii che quello che più mi aveva irritato quella sera a cena era che un uomo, di nuovo, mi descrivesse la realtà femminile, e lo facesse con un sentimento di compassione. Negavo la sua opinione per nascondere una realtà fin troppo evidente, perchè quella di negare è sempre stata un’arma efficace per non farsi ferire. Con il tempo si impara a scrollarsi di dosso i leitmotiv del maschilismo, perchè la vita è come un sentiero pieno di meraviglie e se mentre camminiamo assorte e determinate un uomo ci fischia e si gira a guardarci il culo, facciamo spallucce e proseguiamo per la nostra strada. Perchè noi donne, che per natura avremmo un corpo gentile e non adatto alla lotta, a furia di schivare le insinuazioni, ci ritroviamo, volenti o nolenti, ad avere le spalle larghe e forti come dei giocatori di rugby.
E tu piccola, mi rammarica dirtelo, nascerai meravigliosamente femmina in un paese che non è ancora pronto ad accogliere tutta la tua bellezza, ma che solamente con te può diventare un giorno un paese per femmine.

L’illustrazione è una creazione di quella meravigliosa donna di Lara Norscia (per gentile concessione dal sito http://www.ricamidicolla.blogspot.com)

 

 

 

 

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