Uno dei cambiamenti più evidenti del suo nuovo stato è l’aumento progressivo del girovita che la obbliga a ripensare tutto il suo guardaroba, al quale è molto affezionata: “Quei meravigliosi pantaloni verdi di velluto quest’ anno dovranno rimanere appesi alla gruccia” – pensò e poi subito dopo sperò: ” Che ottimisticamente sia solo per un anno!”. Quando poi la gravidanza è pressocchè d’inverno la situazione si complica perchè i collant diventano una tortura, i maglioni si accorciano e i cappotti non si riescono ad abbottonare. Le strade da prendere sono due: o si rinnova il vestiario dilapidando un patrimonio nello shopping pazzo dei reparti premamam o si va in giro acconciata come un pot-pourri di stili. Lei optò per la seconda prendendo abiti in prestito dalla mamma e dalla suocera e indossando i maglioni maschili di suo marito. Certo gli sguardi e i commenti dei familiari sopra menzionati erano molto eloquenti e in alcune occasioni gli stessi la invitarono con doni pecuniari ad acquistare qualcosa di più carino, che valorizzasse quello stato di grazia che aveva. Così un pò per tenerli contenti e un pò per amor proprio iniziò a frequentare i siti e-commerce di premamam. Sul sito le modelle indossavano jeans attillati su tacchi dodici, abiti scollati, leggins di pelle, ma soprattutto avevano una bella pancia di plastica rigorosamente taglia 38. Così lei cominciò a immaginarsi diversamente vestita e la sua vanità le diede la spinta per entrare definitivamente nel mondo consumistico della maternità. Ma per fortuna, uno slancio di prudenza le suggerì di aspettare un attimo prima di inserire i dati della carta prepagata, giusto il tempo di meditare qualche giorno su quali capi valesse davvero la pena acquistare. Nel frattempo la pubblicità delle future mamme alla moda la perseguitava su fb, via mail, nei banner al lato dei siti cercando di persuaderla che era indispensabile avere “un abbigliamento premamam glamour e a prezzi irresistibili per dare alla luce i vostri figli con bellezza ed eleganza! “.
L’arrivo dei saldi completò l’azione persuasiva e finalmente inserì nel carrello tutto il necessario per essere mamma con stile: un jeans con fascia per sorreggere la pancia, una salopette che, nel suo immaginario formatosi con la visione di film francesi, era capo caratteristico della donna incinta, e anche un bellissimo costume con stampa tropicale, rinominato tankini sul sito, che le avrebbe permesso di iniziare il desiderato e a lungo atteso corso di nuoto, con classe ovviamente!
Provò una grande soddisfazione nel leggere ” Ciao Elisa, grazie per aver effettuato l’ordine. Speriamo di rivederti presto!”. E come nelle migliori favole, dopo pochi giorni i doni gli vennero consegnati. Il jeans era perfetto, comodissimo e con la gamba svasata anni settanta come piaceva a lei, la salopette le calzava leggermente grande ma questo la faceva sentire ancor di più Jeanne Moreau, per ultimo scartò il costume da bagno: i colori e la stampa erano davvero belli però il costume era come tagliato nella parte bassa ossia sprovvisto di mutandina. Rimase perplessa, quel nome tankini forse aveva un suo significato, cercò sul motore di ricerca e imparò che il tankini è un mix tra costume intero e bikini ed è costituito da un top e da una mutandina. Ma quindi si erano dimenticati di mandarle la parte di sotto oppure quello di andare a culo di fuori era lo stile di una mamma alla moda?

Annunci