Lo sapete bene, e non lo nascondo, che quando qualcuna mi diceva che era incinta non reagivo molto bene…ero abbastanza brava a fare sorrisi più o meno di circostanza in base a chi era la protagonista del lieto evento e a mascherare la tristezza che mi toglieva quasi il respiro. Ma poi, a casa, quella tristezza usciva tutta come un fiume in piena. Se proprio la notizia mi coinvolgeva particolarmente e il pancione era evidente non ho mai disdegnato neanche una toccatina…”Non si sa ma che porti fortuna”, mi dicevo. Ero anche brava a fare le solite domande di rito: “Hai nausee?” “Ti senti bene?” “Maschio o femmina?” “Di quanto sei?”.

“Sei mesi”, a volte rispondevano…e a me sembrava un’eternità. Immaginavo che sei mesi fossero lunghissimi, che a quel tempo loro avessero già fatto i conti con tutte le loro paure e che ormai fossero proiettate sull’imminente arrivo del cucciolo d’uomo, a sei mesi ormai è fatta, pensavo! Sei mesi a me sembravano un traguardo così lontano, così irraggiungibile, così bello che non riuscivo nemmeno ad immaginare come ci si potesse sentire a sei mesi di gravidanza. Le mie scadenze erano ben diverse, fatte di esami e attese. 14 giorni per me erano già un tempo troppo lungo per aspettare un esito positivo o negativo…figuriamoci sei mesi come mi sembravano.

Beh oggi inizia il mio sesto mese di gravidanza e, per la prima volta da settembre, mi viene da piangere di gioia. Sarà che sto finalmente uscendo dalla mia bolla di paura, sarà che hanno capito che devono rassicurarmi ogni giorno, possibilmente più volte, facendosi sentire con i loro calcetti e movimenti.

Sarà che la pancia cresce e sarà che ormai tutti si accorgono del mio stato, sarà il diabete gestazionale che incombe imperterrito sulle mie giornate e mi fa scandire le ore a suon di dieta, grammi e controllo della glicemia…sarà che il tempo è volato e io oggi mi trovo qui e non ho ancora realizzato come ci sono arrivata!

Non era ieri che non passavano mai quei 14 giorni? Non era ieri che quel ginecologo mi diceva che non c’era speranza per il proseguire di questa gravidanza? Non era ieri che abbiamo visto quei due puntini pulsanti su quello schermo?

No, non era ieri!

Proverò prossimamente a raccontarvi le mie emozioni in questi sei mesi, dal test di gravidanza alla morfologica, ma prima devo rimetterle insieme nella mia testa perché non vi nego di averle controllate tutte, una per una, averle anche represse per la paura di lasciarmi andare. Non sono stata, anzi non siamo stati (perché anche mio marito era in parte come me) futuri genitori piangenti davanti ad un monitor, o emozionati ad ogni ecografia…eravamo immensamente felici ma controllati, sognavamo a voce bassa.

Oggi però mi sento finalmente in grado di sognare a voce alta. “A chi somiglieranno?” mi ha chiesto mio marito qualche sera fa e io per la prima volta non mi sono sentita quell’ansia dentro, ma ho pensato che adesso E’ VERO. Daniele e Irene arriveranno e con loro altri milioni di paure e domande, desideri e speranze.

No, non era ieri, e allora diamo il via al nostro sesto mese.

Arianna N.

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