E così anche questa è entrata nella lista delle “prime volte”. La prima vacanza in tre, quella che aspettavo da così tanto tempo e che poi, vivendola, è passata in un soffio. Quella di cui, in tutta sincerità, avevo un po’ paura, e che invece è stata molto meglio di come mi aspettassi.

Durante l’ultimo vero viaggio che ho fatto con il tuo babbo, tu in realtà c’eri ma eri più piccolo di un insetto. Abbiamo visitato un’isola di cui ci eravamo follemente innamorati ancor prima di metterci piede, l’Islanda. È stato un viaggio bellissimo, fatto di tantissime tappe dinanzi a panorami mozzafiato che ancora ho negli occhi e nel cuore. Il ricordo di quell’esperienza e la consapevolezza che, con te, il concetto di “vacanza” sarebbe stato completamente diverso, mi spaventavano. Ero emozionatissima all’idea di partire per la prima volta tutti e tre insieme, ma allo stesso tempo pensavo: “Andremo a Santorini, ma chissà se riusciremo davvero a visitarla. Chissà se riuscirò a riposarmi; non voglio essere una di quelle che partono e tornano più esaurite di prima”.

Sì, perché prima di partire un po’ esaurita lo ero davvero. Gli ultimi tempi sono stati per me molto duri: ho sentito premere forte il peso della stanchezza mentale, di 14 mesi passati (quasi) esclusivamente dietro a te. Avere un impegno che non riguarda te e sapere di doversi sempre, sempre, sbrigare, “perché se ci sto io a dargli da mangiare è meglio”, “perché mia madre lo può tenere qualche ora ma poi deve lavorare”, “perché tanto la sera dopo un po’ vuole il latte mio”, è stressante. Molto stressante. Oltre a questo, ho sentito forte anche il peso della stanchezza fisica, di un allattamento prolungato che, a fatica, sto cercando di portare a termine.

Per tutte queste ragioni, avevo paura che la vacanza non fosse tale. E fortunatamente mi sono sbagliata. Sono riuscita a riposarmi, a rilassarmi e finalmente a sentirmi più leggera. Sono riuscita a godermi il mare e il suo effetto terapeutico, i tramonti e lo scorrere lento della vita isolana. Ed è stato bellissimo riuscire a farlo accanto a te. Negli ultimi mesi, lo stress mi aveva fatto accostare troppo spesso la maternità al senso del dovere, al fardello delle responsabilità e dell’impegno costante che essa rappresenta. Santorini ha fatto riemergere dentro di me una consapevolezza importante: la maternità è prima di tutto un piacere. Perché anche se ti sei lamentato tantissimo mentre eri costretto a stare sul seggiolino durante i nostri tragitti in macchina, anche se mi hai fatto passare la settimana con Peppa Pig e anche se mi sono potuta appoggiare sul lettino solo durante i tuoi riposini pomeridiani, ormai la mia vacanza sei tu. E senza i tuoi occhi luminosi e i tuoi sorrisi a quattro denti, a me Santorini non sarebbe piaciuta, perché non avrei desiderato altro che tornare da te.

Agnese F.

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