Pochi giorni fa, interno notte, cameretta di Pietro

Lui si gira e rigira nel lettino per prendere sonno, io sto in dieci centimetri accanto a lui tutta ripiegata.Lui si gira di scatto verso di me e con tono dolce:
“Mamma scusa… ma perché… perché… tu non vieni mai a prendermi all’asilo?”
“Come non vengo mai? Qualche volta vengo, e poi ti porto io quasi tutti i giorni…”
“Sì mamma, ma… perché le altre mamme vanno sempre a prendere i bimbi e tu no?”
“Mamma lavora, viene la tata. Poi io torno e giochiamo insieme no?”
“Sì… ma scusa, perché gli altri bimbi non hanno la tata e va la mamma?”
“…”
Si rigira nel letto e io faccio finta di non aver ricevuto una pugnalata. Lui si volta:
“Mamma scusa… ma perché tu non vieni al parco con me dopo l’asilo? Le altre mamme vanno sempre al parco con i bimbi…”
“Mamma lavora quando tu esci dall’asilo, però a volte ti raggiunge al parco, appena esce dalla redazione… ti piace la redazione no? Ti ci ho portato ogni tanto”
“Massì… la redazione è bella. Però il parco è più bello”
Cerco una risposta, mi giro e rigiro in dieci centimetri, lo abbraccio, provo a spiegare, poi mi accorgo che si è addormentato con i suoi perché in testa che risuonano anche nella mia.

Disastro

Domenica pomeriggio, interno

Pietro prende il suo monopattino nuovo verde, da strada (non quello di plastica da casa con quattro ruote che un pomeriggio gli avevo fatto portare io e che lui mortificato aveva respinto dicendomi: “Mamma, ma non vedi che non corre questo?”) e mi dice, guardando dubbiosamente una piccola salita:

“Vado?”
“Vai amore, certo”
In quel momento fatale, invece di spingerlo e tenerlo (che il monopattino non è attrezzo da salite) io che faccio? Mi distraggo. Lui va e il risultato è faccia a terra e naso insanguinato.

Disastro

Lunedì mattina, interno-esterno asilo/interno redazione

Al laboratorio per la festina di fine anno mando Carlo (è notevolmente più bravo di me con i lavorini). Ma dimentico completamente di dirgli che bisogna portare dei materiali. Così dopo poco me lo vedo tornare in redazione.

“Che è successo? Hai già finito?”
“Amore mio, veramente ecco… ma tu lo sapevi che ognuno di noi doveva portare qualcosa, chessò, per esempio noi i giornali dato che ne abbiamo diversi?”
“…”

Segue messaggio in chat della mia amica mamma:
“Che ridere Ale, hai mandato Carlo a mani vuote, io ti adorooo”.

Disastro

Lunedì pomeriggio, chat delle mamme dell’asilo

Io: “Ciao ragazze, pensavo: per fare un pensiero alle maestre per la fine del nido, guardate che librini carini che ho trovato. Sono favole per bimbi con un grazie alle maestre, che ne dite?”

Nessuno risponde.

Stamattina qualcuna dice che è un’idea carina.
Poi le mie due mamme preferite mi danno il colpo di grazia. In sintesi, il loro commento: “Ale, idea stupenda però pensavo: magari saranno un po’ stanche di storie per bambini, perché non regaliamo un costume da bagno?”

Disastro. Ufficialmente disastro.

Alessandra Bravi

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