Ehi credevate di esservi liberati di me? Neanche per idea, sono stata un po’ impegnata (d’altra parte ho una creatura da crescere!) ma eccomi qui un’altra volta a raccontarvi cosa combina la mia stramba famiglia.

Brevissimo aggiornamento: fase spannolinamento superata ormai da tempo con lieve spossamento della mamma, del bambino e della lavatrice (babbo indenne, a ognuno il suo); fase eliminazione biberon work in progress, con pochi progress ma molto work; fase ribellione in miglioramento anche se continuo a domandarmi cosa potrà accadere in adolescenza; “Open day” vari per scuola materna archiviati con successo (bambino accettato nella scuola di riferimento di fronte a casa). In aggiunta mettete tutte le cose che quotidianamente accadono con un bimbo di meno di 3 anni.

Allora ieri Niccolò esce a fare colazione con mauro e rientra a casa dopo una mezzoretta: io ero in bagno quasi pronta per poi andare ad una comunione (periodo pesante maggio in quanto a cerimonie). Fa capolino dalla porta e mi saluta: “mamma che fai?” – “Mi trucco amore.”

Di solito alla parola trucco si fionda per  pasticciare nel mio beauty, ma ieri nulla, mi ha guardato un momento e mi ha detto “ciao mamma io vado”.

E per la prima volta mi sono goduta trucco e parrucco in solitaria e la mia mente ha iniziato a navigare fra mille pensieri… fino a quando sono ritornata con i piedi per terra e ho sentito lontana lontana una vocina che cantava “io non ho paura me ne voglio andar dalla mia nonnina che mi aspetta già..” Esco dal bagno e vedo la porta di casa aperta.

Mauro era in terrazza e Niccolò era sceso giù, scapicollandomi l’ho raggiunto quasi al piano terra.

“Nicco ma sei matto? dove vai senza di noi?”

“Mamma ma io ti ho detto che andavo”

“Si, ma non dove! Nicco non si esce da solo… e se ti prende sotto una macchina?”

“Ma io guardo sempre se arrivano le macchine prima di attraversare.”

E insomma, siamo tornati su insieme, lui apportava le sue motivazioni, razionalmente molto più giuste delle mie e forse anche emotivamente se non fosse che non ha ancora tre anni. Al di là della paura del momento, dopo ci ho riflettuto … non immaginavo che potesse dirmi così presto: “ciao mamma io vado” e lasciarmi lì come uno stoccafisso!

Daphne

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