Sei stato perfetto Pietro. Sai che io ti lodo poco. Anzi, su questo blog, ti ho anche parecchio infamato. Ma stavolta ti meriti tutti i miei complimenti. Perché scoprire la Thailandia con te è stato divertente e avventuroso.

Guardare le scimmie appese ai pali della luce o in mezzo alle rocce di un’isola, ha significato vederle per la prima volta con la meraviglia degli occhi di bambino: “Ma che ci fanno? Ma dove sono? Ma che buffe…” e giù risate.

Andare su un motoscafo e fottermi di paura per me e per te e per tuo padre “ballando” ad ogni onda e vedere tu che ti addormenti o ti diverti come un matto, mi ha permesso – alla terza volta che la prendevo eh – di rilassarmi e divertirmi pure.

Affidarti ai marinai mentre ti fanno saltare di barca in barca e di molo in molo senza che tu ci trovi nulla di strano mi ha fatto pensare che hai imparato a fidarti (diciamo che la fiducia di mamma invece in quel momento traballava assai…)

Spegnere la terza candelina della tua vita in riva al mare sopra un gelato al cioccolato con le mani e piedi sporchi di sabbia è stato il compleanno più bello.

Mangiare gli spiedini di seppia cucinati per strada, bere birra mentre tu riposi sull’amaca appesa a due palme, nuotare per ore dietro ai pesci, farsi amico un uccellino e chiamarlo “becchino”, portare il tuo pupazzo preferito dappertutto “perché anche lui mamma deve vedere le cose che vedo io”.

Pensavo che dopo la tua nascita, viaggiare non sarebbe stato semplice. Io e tuo padre però, non abbiamo voluto rinunciarci. Ed è certamente diverso. L’anno scorso in Iran ce l’hai fatta scontare. Quest’anno invece, hai partecipato al viaggio – fatto più su tua misura – e lo hai arricchito con le tue osservazioni, i tuoi sorrisi, i tuoi umori. E hai arricchito noi.

Unici due appunti: non si può visitare Bangkok rinunciando al passeggino (che tuo padre si è dovuto fare mezza chinatown con i tuoi 15 chili in braccio) e inutile perdere giorni e giorni prima del viaggio a scegliere i libri da leggere: nessuno di noi – tranne tu e i tuoi evergreen della sera – è riuscito ad andare oltre le dieci pagine. No, i viaggi con bambini non sono fatti per leggere…

Alessandra Braviimage

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