Nelle ultime settimane ho pensato più volte di dire la mia, di scrivere un post sui tanto discussi temi della stepchild adoption e della maternità surrogata…ho iniziato tre volte a scrivere e ogni volta ho cancellato tutto. Cancellavo perché mi sembrava poco sensato un post dove non prendevo una posizione, dove non avevo un’opinione così netta. Poi ho letto altri post e articoli di gente comune e di giornalisti e mi sono fatta coraggio perché ho capito che in realtà non prendere una posizione netta non è poi così stupido! Devo ammettere tante volte ho cambiato la mia idea, mi sono fatta tantissime domande e ho trovato pochissime risposte, ho invidiato chi sentivo dire “assolutamente sì” o “assolutamente no”, ho capito però che io non conosco, non so. E allora come faccio a giudicare qualcosa che non conosco? Come faccio a essere così convinta che una cosa sia sbagliata o giusta se non so che conseguenze possa avere?

Perché io non so quali conseguenze possono esserci nel far crescere un bambino con due genitori dello stesso sesso, non so quali conseguenze possa avere un bambino cresciuto da un papà e una mamma che non sono i genitori biologici, non so che conseguenze possa avere nella mente e nella vita di una donna l’aver prestato il suo utero per realizzare il desiderio di altre persone. Io, donna ventinovenne (ancora per poco!) in cerca di un figlio so poche cose e su quelle mi sento di dire la mia.

So che il desiderio di una coppia di avere un figlio è legittimo. Sì, un figlio dovrebbe essere un dono, ma a volte questo dono fa fatica a trovare la strada giusta e magari arriva a chi questo dono non lo desidera, non lo accetta, lo rifiuta, lo abbandona o fa cose peggiori. Il desiderio di creare una famiglia appartiene alla maggior parte delle coppie che decidono di condividere la vita ma molte volte la natura, il signore, il destino (chiamatelo come volete) decide di non omaggiare questa coppia con il dono di una maternità ed è qui che, grazie al cielo, interviene la scienza. Io sto ricorrendo alla scienza e non mi sento di andare contro un entità superiore che ha deciso che per ora non devo essere madre, mi sento solo di aiutare il nostro dono a trovare la strada di casa. E in tutto questo “desiderare” il sesso secondo me non conta niente.

So che le persone che realizzino il loro desiderio grazie all’adozione, alla fecondazione o alla maternità surrogata, ameranno quella creatura più della loro vita. Non dico che ameranno più degli altri, ma avranno una consapevolezza diversa del loro diventare genitori, una consapevolezza che sarà frutto dell’attesa, del tempo, delle delusioni, delle sofferenze, dei sacrifici e delle decisioni prese per avverare il loro sogno. E tutto questo amore non potrà che fare bene a quel bambino.

So che non posso giudicare le donne che scelgono di essere madri surrogate, chi mi dice che siano per forza sfruttate? In realtà le poche interviste che ho letto parlavano di donne libere, consapevoli, intelligenti, con una famiglia e dei figli che decidevano di aiutare altre persone.

So che se qualcuno mi chiedesse fino a che punto sarei disposta ad arrivare per realizzare il mio sogno non avrei una risposta. Oggi ho dei limiti che però domani potrebbero essere spostati o abbattuti.

Insomma so che NON LO SO. E per questo non mi accanisco, non giudico e non accuso. Accetto e gioisco se due persone diventano genitori e per quel bambino che, sicuramente, sarà un bambino molto amato. Io sto dalla parte dell’amore.

 

Arianna N.

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