Ho trascorso un bellissimo, spensierato pomeriggio con mio figlio piccolo. Avevo da lavorare (come sempre), ma il sole caldo e la temperatura primaverile, così insolita a metà febbraio, mi hanno fatto cambiare idea facilmente. Come dice sempre mio marito d’altronde, questi nostri figli passano gran parte delle loro giornate in casa, mentre noi genitori siamo al lavoro, e ogni volta finiscono per consolarsi davanti alla tv. Sicché oggi ho colto l’occasione al volo: «Che bella giornata! Se finisci presto i compiti, ti porto al parco a giocare», gli ho proposto. Detto fatto. Ci siamo messi i cappotti e siamo usciti poco dopo, ma la macchina non è partita. E allora giù sulla pista ciclabile: lui correva con il monopattino, io lo seguivo a piedi, lentamente per via del mal di schiena, ma con lo sguardo sempre vigile. Pian piano siamo arrivati al parco: c’erano pochi bambini, le giostrine sembravano tutte per noi. Ad un certo punto, ho visto mio figlio andare spedito incontro ad uno sconosciuto. Era un ragazzo dalla pelle scura, il volto si intravedeva appena dal cappello di lana. Portava sulle spalle un sacco con oggetti di vario genere. «Mamma, è un mio amico, vado a salutarlo!», mi ha gridato il piccolo. E mentre quel ragazzo mi passava accanto, l’ho salutato anch’io ricevendo in cambio un sorriso. «Come lo hai conosciuto?», ho chiesto incuriosita. «Lo vedo sempre dalle parti di casa dei nonni, mamma. È un mio amico. Lui pulisce il vetro della macchina del nonno ed io gli do qualche monetina».

Per tornare a casa abbiamo preso l’autobus: una gioia per il mio bambino, che adora ogni sorta di mezzo di locomozione. «È stato un mega premio, mamma. Grazie!», ha esclamato stanco, ma felice. In realtà, sono io che ringrazio te, bambino mio: oggi ho imparato che l’amicizia è una cosa semplice e genuina. E che non è (o meglio: non dovrebbe mai essere) il colore della pelle né tantomeno il lavoro che si svolge a fare di uomo un amico. Perché nessuno è solo ciò che sembra.

  Francesca Sivo

L’acquerello intitolato Nulla è solo ciò che è è una creazione di Genni Caiella.

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