Comprare un gioco educativo ti fa sentire sempre una madre buona e giusta. Se poi il giocattolo in questione tiene impegnata tua figlia più di un’ora e intrippa pure il papà, allora ti fa sentire una madre furba. Eh sì. Perché tu in quei preziosi minuti hai potuto smanettare col computer cercando qualsiasi cosa su Google (dalle mete consigliate per le vacanze 2016 alle ricette veloci che non cucinerai mai), farti un po’ di fatti tuoi e quelli degli altri sui Social, metterti lo smalto in santa pace senza dover spiegare al nanerottolo che lei non può “pittulale le lunghie”. Altro che bambole e peluche! E visto che sono solidale con tutte quelle mamme che come me rincorrono i propri figli per casa con pupazzetti in mano gridando «Ti prendoooo!» oppure vengono costrette a far dire a ripetizione a Barbie «Ciao sono Barbie. E tu come ti chiami?», vi svelo il nome del santo gioco che mi ha cambiato la giornata. Si chiama AcroZoo e, mentre ero su Internet in quei minuti di pace, ho scoperto che è fatto in Italia con una speciale plastica riciclabile che riduce i tempi di biodegradabilità del 95 percento una volta innescato il processo di smaltimento. E questo ti fa sentire una madre eco-friendly. Navigando sul sito dell’azienda http://www.ludustoys.com, ho trovato altri giochi furbi in eco-plastica, legno e cotone. Allora ho scelto i prossimi regali per Gloria e per suo padre e con un paio di click li ho ordinati su Amazon. Adesso aspetto in trepidante attesa il pacchetto, che farò aprire alla bimba e al bambinone appena avrò voglia di farmi un’altra oretta di affari miei. L’unica rottura sarà dovergli dire ogni tanto: «Non litigate! Si gioca insieme!».

Antonella L.

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