Martedì Grasso, ore 8.15

“Amore, oggi all’asilo c’è la festina di Carnevale. Ci mascheriamo, portiamo i fischietti e le stelle filanti ok?”
“Sì mamma, va bene”
“Allora senti Pietro, all’asilo vi vestite tutti da pulcette, quelle del libro che state leggendo, quelle tutte strane e diverse fra loro. La mamma ti ha disegnato una pulcetta sulla maglia. Ma prima dobbiamo mettere i pantacollant neri”
Primi segnali di cedimento…
“Ma mamma, io i pantacollant non li voglio, voglio i miei pantaloni”
“Ma no Pietro, ci vogliono questi”
Il cedimento diventa pianto che poi diventa crisi isterica… e s’è fatta pure una certa…
“Ok Pietro, mettiamo questi pantaloncini scuri, andranno comunque bene per fare la pulcetta”.

Ore 8.50

Siamo usciti di casa, Pietro è serio serio, si asciuga le lacrime sul passeggino.
“Mammaaaaa, io non sono una pulcetta, IO SONO UN POMPIERE”.
Ecco, siamo arrivati al punto. Da quando un mese fa ha voluto alla Coop il vestito da vigile del fuoco, o metti quello, o metti quello. Ha gridato la stessa identica frase davanti agli scaffali del supermercato: “Mammaaaaaa, IO SONO UN POMPIERE!!”.

Ore 9.05, all’asilo, un sacco di bambini-pulcetta ci girano intorno ridendo

“Eccoci Pietro, guarda che bella maglietta ti ha fatto mamma, la tua pulcetta gialla”.(stendo un velo pietoso su quanta fatica ci ho messo per fare una pulce su maglietta e ora io mi aspetto che mio figlio la prenda, gli faccia una gran festa e se la metta con gran gusto). “Nooo, mamma, io non sono una pulcetta, non me la metto!!”, e la me la tira dietro. Due le reazioni: piango. O rido. Oppure fa capolino la terza: capisco che lui quella maschera lì proprio non la vuole.

Le maestre rassicurano: “Tranquilla, anche altri hanno fatto così, vedrai che poi se la mette…”. Comunque, buon Carnevale a tutti!

Alessandra Bravi

Annunci