Il mese di gennaio ci ha salutati con l’inserimento al nido di Sveva.
Non lo avevamo programmato è semplicemente successo.
Le uniche due cose certe di quei giorni erano: mio marito in ferie ed io che invece avevo ricevuto una proposta di lavoro.

È il 20 gennaio. Sono al corso serale di Shiatsu, tranquilla e pronta per 4 ore da dedicare solo a me. Mai avrei pensato che nella stessa sera avrei ricevuto la famosa proposta di cui sopra.
-Ok ci penserò, le dico.
Ma nel mio cuore so già che sarà un si. A (quasi) 37 anni Tornerò a lavorare con gli anziani in una RSA come animatrice. Che bello! Avrò di nuovo una vita indipendente da mia figlia, uno stipendio, un’orario fantastico che mi permetterà di gestire tutto. Non è un sogno, è realtà, e sta succedendo a Me.

Quindi è deciso. Inizierò a lavorare con il mese di febbraio.
Nel frattempo siamo già al 25 gennaio, mio marito è in ferie.

C’è tempo. Tempo per scegliere il nido, tempo per prepararci all’idea, tempo per noi due da soli, tempo per noi tre dopo il nido, tempo per dormire, tempo per rilassarsi, tempo per l’amore.
Tempo per i preparativi: calze antiscivolo, cambio completo, pannolini, salviette. Un gioco da ragazzi.
Ma soprattutto Tempo per non poterti spiegare a parole, cosa sarebbe successo di lì a poco, che stravolgimento avrebbe comportato nella tua vita (e nella mia) la decisione che avevo preso, l’opportunità che mi era capitata.

Ovviamente l’inserimento l’avremmo iniziato il 26. E in quella settimana non c’è stato tempo per niente di tutto ciò, solo per i preparativi e per la piccola, solo 4 giorni per “ambientarsi” e confrontarsi con la novità.

E così eccoci in un lampo ad accompagnarti all’agrinido. Camminiamo nel sole di quella mattina che non dimenticherò mai. La prima volta in cui ti avrei lasciato in mani estranee, che ti avrebbero presa da me, tenuta in braccio, consolata, coccolata.
Esco dalla porta e una lacrima scende silenziosa, mentre prendo Gio’ sotto braccio.
Sveva ci ha salutati con la manina, il viso colorato da un notevole stupore, quello di chi non sta proprio capendo bene cosa succede. Ma niente lacrime.

Non so dire se me le aspettavo. Ero abituata a vederla sorridere quando uscivo per qualche commissione e lei rimaneva a casa coi nonni. Mai una lacrima nel vedermi andare via.
Solo sorrisi che mi scaldavano il cuore. Il distacco da me, il tuo è avvenuto così… Senza lacrime.
Niente ansia da separazione. Niente scenate isteriche in cui si tenta invano di staccarti dagli abiti a cui rimani saldamente aggrappata. Niente di tutto questo. Solo il tuo sorriso accompagnato dalla manina che fa ciao ciao.

Il distacco da me, il mio è avvenuto così, naturalmente. Il distacco da me mamma, intendo. O meglio da me SOLO MAMMA. Adesso sono sempre mamma certo, ma qualcosa è cambiato in me e nel nostro rapporto non più simbiotico. Adesso sono la mamma che lavora, che fa qualcosa per sé e per gli altri.

Se 7 mesi fa mi avessero fatto la stessa proposta non so come avrei reagito. Sono fermamente convinta del fatto che, aver avuto il nostro tempo sia stato fondamentale. L’ho scelto e ne ho avuto le possibilità, diciamocelo pure, anche economiche. È significato molto stare a casa con te nel tuo primo anno di vita. Credo di averti offerto quell’attaccamento sicuro che ti ha permesso ora di affrontare serenamente il distacco. Almeno durante metà giornata.

Poi quando ci rivediamo ti lanci letteralmente addosso a me con il tuo solito sorriso e cerchi la tetta 😊. L’autonomia  guadagnata da poco (finalmente la sera avevi cominciato ad addormentarti con il papà) l’abbiamo di nuovo persa: vuoi stare con me, su quello non si discute. Per ora. Ma va benissimo così. Tu sei serena ed io pure, è questo ciò che conta. Tu stai facendo nuove esperienze, conosci altri bambini, stai a contatto con la natura e con gli animali.
Io faccio nuove esperienze, lavoro con bambini un po’ cresciuti, che necessitano di cure amorevoli e attenzioni proprio come te.

E allora buona fortuna a noi tesoro mio, per le nostre nuove avventure. Ci sarà un Tempo in cui ci racconteremo le nostre giornate e rideremo per le cose belle che accadranno o piangeremo per quelle tristi che ci hanno fatto soffrire. E saremo insieme. Sempre.

 

Annalisa L.

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