L’anno è partito con un imprevisto. Pietro si è ammalato e il capodanno in montagna con i nostri amici è saltato. Ovviamente il 31 pomeriggio stava già bene e noi, che ci siamo imposti di non farci scoraggiare da una cosa che capita ogni due weekend, abbiamo deciso di partire comunque. Di iniziare l’anno noi tre, rilassarci, passeggiare, vedere qualche bel posto. Siamo stati a Volterra e, non avendo nessuna voglia di tornare a casa, abbiamo proseguito verso Genova. 1Abbiamo scoperto una città stupenda seppur contraddittoria. Palazzi principeschi, un labirinto di carruggi, (così si chiamano gli stretti vicoli del centro storico), chiese imponenti, stupendi cortili nei quali sbirciare, il mare, il fascino del porto antico. L’acquario per i più piccoli. Boccadasse, l’antico borgo marinaro tanto pittoresco da sembrare un quadro, con le sue case dalle tinte pastello addossate le une alle altre. 458 Poi c’è la focaccia. Unta che è un piacere, morbida e croccante allo stesso tempo, i veri intenditori (dicono) la mangiano addirittura anche inzuppata nel caffellatte. 726La Trattoria dell’Acciughetta, al porto antico, è una delizia per gli occhi e per il palato. A Bocccadasse, invece, vi consiglio di prenotare un tavolo all’Osteria dei Dindi, vista sul mare e spaghetti al cartoccio da urlo. dindiInsomma Genova è bella, ma il (mio) succo del discorso è un altro. Non ho buoni propositi da scrivere per questo nuovo anno se non quello di tentare di trovare la positività per trasformare gli imprevisti in qualcosa di buono. Sono certa, sempre di più, che la negatività attiri solo cose negative, che bisogna puntare lo sguardo lontano e non farsi prendere dallo sconforto. Non sempre perlomeno. Cambiare i programmi, partire ugualmente. Questo mi auguro (e vi auguro) per il 2016.

Lucrezia S.

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