A volte la vita chiama e tu non puoi fare altro che rispondere. Non ci sono se o ma, né ripasserò! Lei ti parla, ti porta il suo messaggio, se ti piace bene altrimenti arrangiati. Così ti trovi un po’ spiazzato a camminare per fare mente locale, e nel corso della riflessione ecco che inevitabilmente si materializza l’immagine di tuo figlio. Ed ecco il cuore di questo post, che non vuole raccontare di problemi personali, ma di come, proprio nei momenti più difficili, comprendi pienamente la frase “un figlio ti ripaga di mille sacrifici”. In barba al sottotitolo di questo blog che parla di cronache semi-serie, oggi la mia cronaca vuole essere più seria, quasi filosofica.

Quando non dormi la notte perché il tuo bimbo si sveglia, quando sei stanco, quando devi incastrare mille cose lavorative con il tuo ruolo di genitore, quando ti senti un po’ inadeguato, quando vorresti andare al cinema e non lo fai da mesi, quando vorresti partire zaino in spalla come hai fatto per trent’anni e invece devi organizzare un viaggio a misura di bambino, e mille altre cose che chi ha un figlio già conosce…. molti ti dicono “ma poi i figli ti ripagano di tutto”.

E lì per lì il valore di questa frase sembra proiettato in un futuro molto lontano e pensi che quel “poi” significhi… tra tanti anni quando i ragazzi saranno grandi, quando ti daranno soddisfazioni all’università oppure quando creeranno una famiglia. Non lo capisci con precisione, sai solo che quel “poi” è molto distante. Ma quando ti danno una brutta notizia che tu vorresti scansare e buttare via capisci che quel “poi” vuol solo dire “alla prima occasione giusta”…

In quell’occasione c’è il senso della vita, comprendi che tuo figlio è un proseguimento esistenziale di te, che trasmetterà  con sé, volente o nolente, una memoria della tua persona senza saperlo.

Capisci che come può consolarti un suo abbraccio in alcuni momenti non può farlo nessun altro, capisci che tutto è davvero relativo rispetto al crescere una vita, che non c’è nessuno che potrà risollevarti come lui. In un attimo c’è tutto l’amore del mondo e tutto l’istinto che da sempre fa andare avanti di generazione in generazione. E’ una sensazione, descriverla è quasi riduttivo, le parole non bastano, in quel momento davvero comprendi il miracolo della vita umana.

Poi anche le peripezie della vita prendono un contorno più definito e valuti come affrontarle nel migliore dei modi. Poi torni a casa e devi incastrare nuovamente le attività pratiche quotidiane e arrivi in fondo alla giornata stanca come prima. Ma più consapevole: sai per certo perché un figlio senza saperlo e senza volerlo ti ripaga di tutto e perché non c’è niente di più grande.

Daphne

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