I tempi di Pit sono due: oggi e ieri. Le sue azioni si coniugano per di più al presente, ma lui conosce anche il passato, un passato lungo quasi due anni.

Quello che deve ancora fare, lo farà oggi: oggi si va all’asilo, oggi si va dai nonni, oggi si gioca e si dorme. Oggi si va al parco, anche se la promessa di andare riguarda un futuro prossimo. Ieri, invece, indica un tempo che è passato, non importa da quanto.

Ieri Pieto è andato mare coi nonni, mamma“. Anche se oggi è ottobre.

Ieri Pieto fatto allabiale babbo, mamma“. Stamattina appena sveglio, ripensando a ieri sera.

Dal suo ieri lui pesca ricordi random, fatti precisi, reali e dettagliati come se fossero accaduti una manciata di ore fa. Ogni volta mi chiedo dove abbia custodito quel ricordo fino a quel momento, dove lo abbia lasciato a fermentare. Li sputa fuori così, e all’improvviso dà corpo al suo passato sotto ai miei occhi solitamente increduli. Non sono mai sfocati, sempre nitidi, tutto ha un nome e un senso: essere accaduto.

Lui del futuro non si preoccupa. Vive di oggi e sorride pensando a quello che è accaduto ieri.

Ecco il tempo secondo mio figlio.

Lucrezia Sarnari 

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