È stata, in un certo senso, una delusione. Perché la desideravo tanto e, quando invece è arrivata, quasi non la sopportavo. Non sto parlando di una persona, ma della tua pappa. Dopo cinque mesi e mezzo di allattamento, il caldo estivo che mi ha messa a dura prova e la tua fame che aumentava giorno dopo giorno, sostituire una poppata con il tuo primo pasto mi sembrava un sogno. Una piccola pausa, un attimo di respiro nelle mie giornate che ormai ruotano (quasi) solo attorno a te.

Come spesso accade quando un desiderio va a sbattere contro la realtà, non è andata proprio così. La mia ostilità verso la pappa è iniziata quando ho scoperto quanto sia possibile sporcare la cucina per preparare un solo piattino. E di quanti passaggi siano necessari per dar vita al suddetto piattino. Il brodo vegetale, la verdura da passare, la crema di riso da cuocere nel brodo senza che faccia i grumi (un’impresa quasi impossibile, per me!), la carne a bagno maria. Poi frulla tutto, aggiungi olio e parmigiano…ed ecco che la cucina è un colorato campo di battaglia.   

Ma non sono queste le ragioni principali per cui la pappa mi è diventata antipatica. Non perché ti sbrodoli tutto o perché, dopo averti imboccato, mi fa male la schiena. Ma perché rappresenta il primo piccolo passo verso la tua indipendenza. Se quando eri nella mia pancia ti nutrivo senza rendermene conto, quando ho iniziato ad allattarti ho realizzato quanto questo fosse un privilegio. Ma ormai mangi anche senza di me, presto non dovrò più imboccarti o darti il biberon con l’acqua quando hai sete. Farai da solo e sarà bellissimo, ma allo stesso tempo un po’ scioccante. La pappa è l’inizio della fine della tua dipendenza da me. È giusto così, ma delle volte vorrei poterti stringere, così piccolo tra le mie braccia, per sempre.

Agnese F.

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