Va bene, la scusa della pausa vacanze non regge visto che non scrivo dalla fine di giugno, e comunque le vacanze sono finite da un pezzo. In ogni caso eccomi qui, sopravvissuta a un periodo intenso di crescita di Niccolo’ e quindi anche mio.

Il bambino è un tantino indipendente!

Quel tantino che basta a “perderlo” nel finger durante l’imbarco in aereo e ritrovarlo più avanti in un intenso dialogo con una ragazza inglese. Resosi conto che la tipa non parlava la nostra lingua, ha iniziato a cantarle Daddy Finger nel “suo” inglese. Mauro, positivo per natura, è rimasto soddisfatto per la propensione alle lingue straniere.

Per indipendente intendo che, arrivato davanti alla hostess all’entrata le ha detto: “Io sono Niccolo’, ho due anni e vivo a Firenze”. Va be’, almeno qualsiasi cosa accada sa come tornare a casa. Mauro sta lavorando sull’indirizzo completo e poi è fatta!

Intendo che quando per strada incontriamo qualcuno con il cane, lui non si limita come tutti a volerlo accarezzare ma con occhi languidi gli scippa il guinzaglio pretendendo di portarlo ai giardini o riportarglielo fino a casa. Impara l’arte e mettila da parte diceva mia nonna: da grande potrà di certo fare il dog sitter.

Quel tantino che basta per fargli ripetere almeno cento volte al giorno “Lo faccio io, mamma. Mi spieghi?”, “Ce l’ho fatta mamma”, “Da solo”…. Per inciso, il “mi spieghi” è molto peggio del “perchè”, richiede un approfondimento a cui non si è mai del tutto pronti!

Insomma, loro crescono e noi li rincorriamo… per ora in bicicletta, presto sarà anche solo per avere un bacio o per sapere cosa si son detti con l’amico al telefono. C’è chi dice che più li lasci liberi, più loro tornano da te. Allora io lo osservo nei suoi moti di autonomia, lo supporto quando me lo chiede e se sbaglia non importa, anche quello serve per crescere. Ma soprattutto immagazzino baci e colleziono abbracci. Magari un giorno avrò bisogno di ritirarli fuori dai ricordi.

Daphne

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