E settembre è arrivato anche per noi.
Via il costume, gli occhiali, il secchiello, la paletta, la ciambella, i sandali.
Fuori la felpa, lo zainetto, il peluche da portare all’asilo per dormire, le scarpe chiuse.

Ma tra il primo agosto e il 9 settembre io mi trovo per le mani un altro bambino. Ti chiami sempre Pietro, hai due anni e mezzo, la stessa ciccetta di prima. Ma in questo mese sei cresciuto. Tutto in un colpo. Così tanto che in qualche momento ho pensato quella frase che mai e poi mai avrei creduto di sentire mia: “Fermati fermati, non crescere così in fretta”.

E sapete perché ora la penso? Perché io di questo tipo che poi è mio figlio cresciuto mi sto innamorando perdutamente. E ogni donna sa che innamorarsi perdutamente di un uomo non è mai saggio. Anche quando è sangue del tuo sangue. Qualche esempio:

se mentre per il quarto giorno tenti di agganciare il seggiolino di tuo figlio sull’auto noleggiata in vacanza e non ci riesci mettendoci da cinque minuti al quarto d’ora e lui guardandoti ti dice: “Mamma, ce la farai stavolta???” e poi ride complice insieme al padre… ecco, una madre perdutamente innamorata scoppia a ridere e pensa: “Oddio, quanto è ironico!”.

No, ha cominciato a prenderti per il culo.

se mentre siete in spiaggia, o in barca o in qualunque altro posto, tuo figlio fa lo “sgarzulino” con le varie bambine italiane e greche e se quando con un legnetto giocate a disegnare sulla sabbia bagnata e lui, dopo aver scritto con te la “M” di Mamma, la “B” di Babbo, la “P” di Pietro e la “N” di Nonni, ti dice:”E come è la F di Fiamma?” (ovvero la sua fidanzatina), una madre perdutamente innamorata pensa: “Ma io sarò sempre l’unica donna per te”.

No, non lo sarai. E sta già cominciando a guardarsi intorno…

se la sera ti si accoccola stretto stretto e ti dice: “Mia mamma, mia mamma, mamma mia” o anche: “Ti voglio bene”, una madre perdutamente innamorata pensa: “Ma guarda com’è diventato affettuoso, da orso che era…”

No. Sa che con quelle magiche parole tu farai tutto quello che lui vuole. Tipo: leggere cento e più favole, preparargli il latte serale (che forse dovresti cominciare a togliere), lasciarlo un po’ di più nel lettone, riempirlo di baci. (E che meraviglia, per la verità)

se ti prepari per riportarlo all’asilo nido dopo un mese che state insieme e per paura che ti pianti una scenata attaccandosi alle tue gambe per non farti andar via, e quindi chiedi al padre di accompagnarlo e lui torna e ti dice: “Tutto a posto, Pietro è entrato serenissimo. Ha svuotato il suo zainetto, mi ha detto ciao ed è andato”, la madre perdutamente innamorata pensa: “Chiaro, non l’ho accompagnato io. Con me avrebbe fatto una scenata…”

No. Se ne sarebbe andato bel bello e contento di rivedere gli amichetti, le maestre, i giochi del nido. Il suo mondo non sei più soltanto tu, cara mamma.

P.S. Ti ricordi, cara mamma perdutamente innamorata, quanto ti lamentavi sulla sua mancanza di indipendenza? Sulla sua mammite? Ecco, non ti resta che rileggere qualche vecchio post… 🙂

Alessandra Bravi

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