Sono appena uscita dalla riunione dell’asilo nido per la prossima stagione 2016, e mi è sembrato di tornare un pò a casa. Sono solo 10 giorni che non lo frequento..ehm..che Jacopo è andato in meritata vacanza, ma a me le maestre e quell’ambiente rassicurante già mancano. Mi manca la routine, mi manca sapere che per quelle 5 ore lui sta lì e io sto a lavorare e tutto procede come da programma.

Ho abbracciato le maestre, augurato loro buone vacanze e spiegato che Jacopo sta facendo un nuovo inserimento, quello al mare con la sua nonna. E con la sua bisnonna, e col badante della sua bisnonna.

Li chiamo “i villeggianti” sapendo bene di creare ansia-panico-terrore nella mente di mia madre (alla quale va applauso in automatico).

Lo chiamo “inserimento” perché per ora, il primo giorno con me ma senza babbo è stato tutto un pianto gratuito, continuo, ed una resistenza passiva a qualunque iniziativa. (tranne al bagno in mare, durato circa un’ora.)

Il primo giorno senza mamma, pare che il piccolo villeggiante si sia dato una calmata ma solo apparente, si sia svegliato all’alba e la logorrea l’iper eccitamento (sarà lo iodio?!) e la totale mancanza di autonomia la facciano da padrona. (altro applauso alla nonna, ci sta).

Quel primo giorno con me, ho contato fino a 100.000 mantenendo la calma, non l’ho mai sgridato e l’ho coccolato parecchio, in preda ad un senso di colpa galoppante per l’imminente “abbandono”, ma ci sono riuscita solo ripetendomi mentalmente -domanitornoalavorare- ed è stato questo mantra che mi ha evitato scene di furia cieca verso il piangitore seriale.

Ero lì, con lui, pensavo a scappare da lì, e mi sentivo una cacca. (tranne mentre facevamo il bagno..).

Ieri l’ho lasciato, sono tornata in città, al lavoro, negli impegni da sbrigare in 4 giorni lavorativi e dal marito che poverino anche lui vuole un pò di moglie per sè.

Dire che mio figlio mi è mancato e mi manca non rende…è più un sentimento ovattato, una sensazione di disagio….

Casa troppo ordinata.

Tutti i librini nella libreria.

Sotto al seggiolone zero briciole. Troppo silenzio.

Troppo tempo per guardare il soffitto e chiedermi perché cavolo ci sono 50 gradi fuori, chi l’ha detto che l’estate -è meglio che stiano al mare-, chi ha deciso che io mi debba svegliare lo stesso all’alba (perché con lui mi sveglio) e ormai anche se non c’è lui…beh, mi sveglio.

Jacopo sa parlare al telefono, mi saluta e mi dice “guarda!” (Perché al telefono si può anche guardare, al diavolo che non ti vedo, ma ci sei!) ..al babbo invece chiede dov’è e cosa sta facendo il T-rex.

A babbo e mamma si stringe il cuore, il cuore che è a metà.

Sono sicura che quando sarò là, con lui, ricomincerò a pensare di tornare qua.

E il cuore sarà lo stesso a metà. Perché ierisera a cena tardi (come i giovani) al messicano stavo parecchio bene.

Ma il cuore…era contento a metà. Manca poco a Settembre……mi voglio godere le meritate vacanze col mio bambino, ma da buona….mamma….so che a volte penserò al nido, alla routine…e mi mancheranno. Sempre a metà eh.

Valentina C.

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