Ieri dopo il lavoro sono andata a prendere Pietro che era ai giardini con la tata. Mi sono fermata un po’ con lui a giocare a palla (e a sudare pur essendo le 19 di sera), poi ci siamo incamminati verso casa. Davanti a noi avevamo un bambino di 6-7 anni che camminava palleggiando e Pietro mi ha detto: “Mamma anch’io voglio fare così”. “No amore, quando diventerai un po’ più grande magari lo farai, adesso sei ancora piccolino e la palla ti scappa via, in mezzo alle macchine”.

Lui è stato zitto qualche secondo e poi:
“Mamma, ma tu quando diventi piccolina?”
“(o cavolo, e come si risponde a questa domanda? Ci sono, con un’altra domanda…) E se divento piccolina che facciamo?”
“Ti porto con me all’asilo, giochiamo nella piscina di palle, però senza scarpe, a piedini nudi”
“Sarebbe bellissimo amore mio…”
“E poi, facciamo i giochi d’acqua, però per bene capito?”
“Capito. Ma non possiamo fare tutto anche se resto grande?”
“No mamma. Si fa quando diventi piccolina, va bene?”
“Va bene”

(Alessandra Bravi)

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