“Siete arrivati? Tutto a posto?”

“Si, si, tutto bene… Ti passo Pietro?”

“Si, proviamo ma lui di solito non parla al telefono… Amore, ciao Pietro sono la mamma, che fai?”

“Mamma… Io puliscio i piatti con nonna”

(il tempo di riprendermi dal fatto che mio figlio mi ha appena risposto al telefono e…)

“Mamma… Io ora lavo i piatti, poi faccio una dormitina e poi vado a mare”

(una dormitina? Mi devo ancora riprendere dalla quantità di informazioni che è stato capace di darmi al telefono quando…)

“Mamma, mamma?”

“Si, amore sono qui… Che bello, quante cose che stai facendo…”

“E tu che fai mamma?”

(Dunque: ho pulito lo sgabuzzino, sono passata a lavorare un’oretta, fatto una lavatrice, messo a posto tutti i tuoi giochi, fatto due docce perché sto Flegetonte a Firenze non ci dà pace, ho pranzato con tuo padre senza mai alzarmi dalla sedia parlando anche della crisi greca e non solo di te, progettato sempre con tuo padre, domani, di dormire fino alle undici, fare colazione fuori e magari un pranzo rilassante – che con te amore, é tutto molto bello, ma ecco, rilassante non direi… – , ah, ho anche attaccato il condizionatore sempre per colpa di Flegetonte, e ora dopo aver scritto ho qui accanto a me un bel libro e mi vorrei fare un the o un caffè freddo… Poi, stasera uscirei a farmi un aperitivo-cena con la zia Clara e quando il babbo esce da lavoro, pure una birretta con lui…)

“Ti do un bacio telefonico amore mio, ecco che faccio”

“Va bene. Io vado”

Tu-tu-tu-tu

Sei troppo forte figlio mio, altro che le mille paranoie di tua madre (ma lo mando, non lo mando, dormirà, non dormirà, farà troppo caldo, ha la tosse, poi suda, poi, poi…).

Tu vai amore, goditi i nonni, la zietta, il mare. Ti prometto che in queste 24 ore mi diverto anche io 😄

Alessandra Bravi

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