Questa è la frase con cui questa mattina in chat Alessandra ha esortato a descrivere quanto accaduto ieri sera  a cena.

Il preambolo è: “Dai vediamoci lunedì cosi ci salutiamo prima delle vacanze” – “Si dai, mangiamo una pizza a casa da me così i bambini possono giocare e noi facciamo due chiacchiere?” – “Ma no, andiamo dalla Beppa Fioraia a San Niccolò… tanto c’è il prato e i bimbi si possono alzare quando vogliono” – “Ah brava bella idea! Vai, allora lunedì alle 19.30, bene.”

La situazione: tre mamme, tre amiche, tre figli che si frequentano anche al nido, una sera d’estate, un locale con un bel giardino in cui i bimbi possono correre tranquilli.

La serata:  ci incontriamo fuori dal ristorante e già con Alessandra abbiamo immaginato che la serata potesse avere momenti critici quando Marianna ha mostrato la palla … “Non è il caso Marianna, poi se la litigano, la tirano fra i tavoli, evitiamo dai”. Non ci sono stati momenti, la situazione è degenerata immediatamente e i tre cari pargoli non ci hanno dato un momento di tregua. Sono stati a tavola 5 minuti in tutto – Niccolò neanche quelli – hanno litigato e corso ovunque senza obbedire a nessun monito. Sono andati verso la porta di uscita praticamente sempre, sono arrivati in cucina e nelle altre sale. Ma perchè? Avevano a disposizione un prato intero! Non c’è stato modo di fare alcuna conversazione, neanche una piccola piccola, così per sbaglio. Quando una era a tavola non c’erano le altre due e viceversa. Credo che i nostri bambini abbiano dato il peggio del peggio, esponenziale per tre. Per ordinare il dolce abbiamo praticamente minacciato la cameriera di non portare il menù e di aggiornarci a voce; per pagare siamo andate velocemente alla cassa dove il cameriere ci ha salutato con sguardo spiritato e sospiro di sollievo.

I figli… quante soddisfazioni!

La prossima  volta: le piccole pesti resteranno a casa con i loro babbi per una serata fra uomini e noi mamme andremo a cena fuori, ma non dalla Beppa Fioraia che ci sono troppi bambini!

Daphne

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