Ogni volta che passo vicino al Cimitero degli inglesi a Firenze e vedo i giaggioli in fiore ritorno indietro nel tempo, all’ultimo mese di gravidanza in cui vedevo tutti questi fiori violacei sbocciati nella montagnola di piazzale Donatello.

Non durano molto, il tempo di alcune settimane, ma sono di un impatto visivo incredibile: in maniera un po’ indisciplinata sporgono a ciuffi dalle inferriate e dal cancello, e appena si percorre la rotonda di viale Matteotti si mostrano in tutto il loro splendore, in quel mezzo metro tra stelo e fiore sparsi e fitti tra le tombe monumentali di letterati, artisti e mercanti di tante nazioni diverse.

Fin da piccola mia mamma mi ha raccontato una cosa bellissima della maternità a cui ho sempre dato poco peso: se avrai un figlio proverai sensazioni particolari nei mesi di gravidanza che non ti abbandoneranno mai più nella vita. Ti capiterà negli anni di risentire uno strano batter di farfalle nello stomaco che ti ricorderà i calcetti del tuo bambino, di fare caso ad alcuni particolari come mai accaduto prima. E così è… c’è una colonna sonora che ricollego solo a quei mesi, una cena in onore di Niccolò che rimarrà nella mia memoria tutta la vita e gli iris, gli iris di piazzale Donatello come se dal 2013 fiorissero solo in onore del mio bambino.

iris 2Eccolo qua, il post un po’ romantico fra le cronache semiserie del blog. Da domani si torna a scherzare e a prenderci in giro su tutto quello che i nostri piccoli teppistelli sono capaci di combinare, presto vi racconterò della “fase Mirò” che sta attraversando Niccolò… ma oggi un po’ di ricordi e di amore.

Daphne

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