A breve un post sul nostro viaggio in Iran.

Ma per iniziare il lunedì mattina vi annuncio che mio figlio, nell’ultimo mese e mezzo, soffre di uno stato acuto, acutissimo, di mammite.

“Pietro da quando è nato è un po’ così”. Ok.

“I maschi son mammoni lo sai, è normale”. Ok.

Però, mica è tanto normale che…

Pietro, maschietto di due anni e un mese, mentre la notte è in dormiveglia appiccicato tipo cozza a me nel lettone con gli occhi chiusi dica: “mamma, mamma, vieni qui”

che voglia stare solo in braccio a me (“in collo mamma, in collo”)

che nessuno, neanche il padre, possa sfiorarlo, toccarlo, cercare di calmarlo

che se faccio la pipì lui debba stare seduto sulle mie ginocchia

che se non ci sono sta con chiunque ma che se ci sono, “voglio la mia mamma, la mia mammina”

che Shiraz e Persepolis – bellissime – me le sia viste in modalità marsupiale con 13 chili appesi al braccio, al collo, alla schiena (che il passeggino no, ci porta troppo lontano dalla mamma)

che il capriccio, il disagio vero, la bizza, la stanchezza, la coccola solo una persona può e deve risolvere, capire, controllare, fare

che quando finalmente accettiamo di andare sul passeggino non ci si può addormentare se non stringiamo la mano di mamma

Ora, a parte l’ironia – più o meno forzata – la storia dei “terribile two”, un viaggio stupendo ma molto molto faticoso per Pietro, a parte tutte le giustificazioni da mamma chioccia che posso dare al mio figlio ipermammone…

questa è davvero una fase da assecondare in modo che lui si senta sicuro e che poi passerà da sola (sì, ma quando??), come leggo su tanti forum di mamme, oppure sto crescendo uno di quei maschi che fino a 35 anni starà solo intorno alla mia gonna? Sto dando un’educazione troppo blanda? Devo essere più dura? Devo alternare bastone e carota?

Sono bene accetti tutti i consigli, da mamme chiocce a mamme tigri… help!

(Alessandra B.)

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