Sono tornata sullo scivolo. E questo basterebbe a dire quanto è stato bello finalmente riuscire a fare questo weekend fuori dopo mesi di vani tentativi. E come grande metafora della vita, ho dovuto pure conquistarlo, perché allo scivolo più grande si accedeva solo con arrampicata. Poi, adrenalina, libertà, felicità. E a quel punto non puoi che finire di culo per terra.

Siamo andati in una masseria con parco, bosco, giochi e animali. L’ideale per far sfogare i fratelli coltelli che, oserei dire, non si sono quasi mai menati. E se ve lo steste chiedendo, no, comunque non hanno dormito. Tra le corse nel verde, la spensieratezza, il non dover cucinare, il tempo tutto nostro, vorrei annotare questi momenti irripetibili:

  • colazione e pranzo all’aperto, con annesso di cacca nel bosco che quella quando arriva arriva. Molto spartano, molto in piedi, ma decisamente il pasto più calmo che abbiamo fatto negli ultimi tempi io e mio marito. Ci avranno concesso almeno dieci minuti. Cioè il tempo di masticare. Incredibile.
  • cena col pazzo. A servirci era uno dei tre fratelli della masseria, evidentemente quello che non sapeva occuparsi del caseificio né della stalla. L’inetto, l’hanno messo ai tavoli dicendogli di prendersi cura dei clienti. Tanto ha preso in parola che non ci mollava mai. Portava i piatti e stava con noi, leggeva il libro con Claudio, guardava Dottoressa Peluche con Davide e ci fissava, quello gli piaceva assai, più di Dottie. A quel punto i furbi hanno pensato di sfidarlo buttando i giochi ripetutamente per terra. E lui prontamente raccoglieva. Se devi stare qui, almeno renditi utile.
  • la lingua lunga. Davide entra spavaldo nella stalla, ormai esperto nel dare da mangiare agli animali, si avvicina alle mucche stordendole con le sue chiacchiere. Ancora non sapeva dell’esistenza di esseri con una lingua più lunga della sua. Alla prima leccata di mano, ha scelto di rifocillare solo le caprette.
  • quando i bambini fanno muuu. Alla prima leccata, Claudio ne ha fatte seguire altre mille. Lui proprio ci si lavava le mani. Cosa aspettarsi da uno che (salvo rari casi di guizzo buono) tutti gli animali fanno muuuu?
  • il vicino troppo vicino. Nella stanza accanto alla nostra dormiva una coppia stramba, indubbiamente amanti. Lei straniera, lui esibizionista. Quando non dormivano, come dire, noi lo sentivamo. Un giorno, sul più bello inizia a urlare Mammaaaaaa mammaaaa. Io che già ridevo, assisto alla scena di Claudio che, divertito, si alza sul letto e inizia a sbattere sul muro da dove sentiva le voci. Mio marito che intimava di farlo smettere per evitare la figuraccia, io ancora devo smettere di ridere.

Tornati a casa, ho trovato mille lavatrici da fare, bagnetti, cucina, e pititum e pitipam. Come dicevo, non poteva che finire col culo per terra. Però, oh, felicità.

Alessandra Erriquez

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