Leggiamo ovunque che fa molto bene alla crescita di un bambino la presenza di un animale. E non venitemi a dire che solo i cani sono belli e che i gatti non danno soddisfazione perché io li ho avuti entrambi e sono diversi e ugualmente meravigliosi. Poi ci sono tartarughe, pesci rossi, pesci-gatto (ebbene sì, abbiamo avuto anche quello in casa), criceti e pennuti vari: canarini, pappagalli e uccelli da disostruzione. Sì, come no, quelli che quando al bambino va qualcosa di traverso gli diciamo “Guarda qui, guarda l’uccellino” per fargli sollevare la testa così che il cibo scenda meglio. Allora, vi do una notizia, come mi hanno detto al corso qualche giorno fa, nessun uccello ha mai fatto disostruzione.

Già una volta su questo blog si è parlato di disostruzione pediatrica ma sono certa non basti mai. Ecco alcune delle cose che ho imparato, e con me anche mia madre e le due baby sitter, essendo andata al corso con la comitiva di coloro cui affido i miei figli. Perché se lo so fare io e loro no, a che serve?

1. Quando un bambino tossisce, mani in alto. Quella tosse è la risposta del suo corpo. Dunque niente uccellino. E niente colpetti dietro la schiena, cosa che personalmente ho sempre fatto.

2.  Per ostruzione e soffocamento muoiono cinquanta bambini all’anno solo in Italia. Uno a settimana. Uno-a-settimana. Io me lo ripeto ogni giorno da quella domenica del corso. Uno a settimana. Non c’è altra strada che questa: tutti dobbiamo essere formati. Perché se sai cosa fare non hai tempo per il panico. Agisci.

3. Non mi capacito di come solo la Lombardia abbia reso obbligatoria la conoscenza delle manovre. Ma perché mille corsi preparto su cose che, dai, diciamolo, pure senza corso impari, perché è la natura e l’istinto che te lo dicono? E perché non un corso di disostruzione e primo soccorso obbligatorio per futuri genitori? E per tutti coloro che servono cibo? E per insegnanti? L’istruttrice ha raccontato che, proprio nella mia città, quando ha proposto il corso alla dirigente di una scuola materna questa ha risposto “A noi non succede”. Cosa??? “E comunque nel caso, soffiamo nell’orecchio”. Di nuovo, cosa??? Uno a settimana. Uno a settimana è la risposta per tutte queste baggianate, è la risposta per tutti noi che rimandiamo il corso. Sì lo devo fare, ma non oggi. Uno a settimana.

4.  Se non hai fatto il corso, fallo. Ora. Perché domani potrebbe salvare la vita a qualcuno che ami. E se l’hai fatto, dillo agli amici, ai nonni, alle baby sitter, agli insegnanti, ai colleghi. A tutti. E a tutti chiedo scusa se non sono stata troppo creativa con questo post. La verità è che ho un uccello in testa, un pappagallo che da giorni mi ripete: Uno-a-settimana-uno-a-settimana-uno-a-settimana…

Alessandra Erriquez

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