22 Marzo 2015, ore 23.18.

A quest’ora di due anni fa, dopo tre induzioni e molte ore di fatica e dolore, stavo ballando con tuo padre, che mi guardava atterrito e pallido, nell’euforia del non-dolore grazie alla miracolosa epidurale..ballavo e non sapevo…niente.

Non sapevo soprattutto, che dopo qualche mese di grosso stordimento e molte crisi sarei arrivata a questi tuoi due anni con una grande consapevolezza, che quel vago sentimento che provavo per te, tra il senso di condanna e meraviglia, era solo l’anticamera dell’amore di una mamma.

La mia personale strada, piena di tornanti buche e dislivelli.

Sei arrivato quando ancora molte cose dovevano essere sistemate, nonostante tutti pensassimo che io e il tuo babbo eravamo pronti, dopo tanti anni insieme.

Avevo sulle spalle un gran bagaglio pesante, di tutto quello che ero, di quello che volevo e non volevo, di ciò che mi rendeva forte e di quello che poteva farmi male e di tutte quelle insulse certezze, che non volevo mollare per non perdermi…sbagliavo tutto!

L’unico modo era lasciarle andare, per trovare la nuova me, e conoscere il nuovissimo te! Ho lottato anche tanto, questo va detto, per cambiare tutte quelle cose che andavano aggiustate da tempo e che si sono rotte proprio quando sei arrivato. Abbiamo vissuto insieme, tuo malgrado, tantissimi cambiamenti e sempre più i nostri momenti insieme sono diventati densi, perché i tuoi occhi luminosi e dolci mi fanno da specchio per l’anima, tu con la tua innocente verità mi hai fatto lasciare quello zaino pesante, anche se non volevo, e non lo sapevo che lo stavi facendo….

I tuoi 10 mesi me li ricordo perché ho iniziato ad essere “illuminata” dai tuoi occhi sorridenti…

Siamo arrivati a Due Anni (!) che tu mi guardi così e con quella voce, che mi abbracci e mi dici “Mamma mia”!

Mi hai liberata…per lasciar entrare solo il bello e solo l’essenziale, (almeno tra noi!) che sono due facce del mio amore per te..io per te e tu per me..e sì, me lo concedo questo folle sentimento, era l’ora!!

Tu sei il mio bambino bellissimo e questi tuoi due anni io li amo, perché è vero che sono “terrible”…alcune volte…ma più spesso sapere di essere per te la tua casa, il tuo luogo dove tornare sempre, mi fa sentire pazzamente potente e felice. Ecco di cosa parlavano, le fortunate che lo provano da subito!

Per questo adoro i tuoi due anni, perché sono quelli che mi ci sono voluti per sentirlo a pieno, tutto questo. E sono spogliata di ogni ipocrisia e di quella malinconia per quello che sentivo vicino ma non riuscivo a toccare…il miracolo di aver capito che il mio miracolo sei tu. Amore mio e del babbo. Grazie per avermi aspettato, senza saperlo, ma col sorriso e con la tua tenerezza, pronte sempre per la tua mamma scema, testarda e tanto fortunata.

Valentina C.

 

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