“No. Tu” é la risposta del mio piccolo figlio grande quando gli chiediamo perché sia arrabbiato. Non vuole mai dirlo e tutto questo è molto tenero, fatta eccezione per quelle volte che non sappiamo veramente che cavolo sia successo perché forse ha solo quella che dalle nostre parti è la susta, un non meglio identificato giramento di palle. Che, oh, ci sta. Evidentemente anche a due anni.
Negli ultimi tempi un po’ di giramento ce l’ho anche io, in verità però ha proprio nome e cognome. Non potendo fare l’appello, per brevità cito qualche caso.

Come quella volta che, parlando della stanchezza da bambini che non dormono, mi hanno chiesto: “Ma non è che sbagli qualcosa?” Ora, io giuro, non li picchio prima della nanna, non li insulto, non li appiccico davanti alla tv, non li faccio ubriacare. Quindi no, direi che non sbaglio qualcosa.

Non si può capire la difficoltà di essere madre di due bimbi piccoli fin quando non li hai entrambi ammalati e sei sola in casa. Panico. Una sera da disperata ho dato al piccolo una supposta che non gli serviva e per giunta col dosaggio del grande. Ora col senno di poi, poco male. In quel momento, stra-panico. E tanta gratitudine che almeno l’avevo data nel posto giusto, che stanca com’ero tutto poteva essere. Chiamo la guardia medica, alla mia ansia risponde uno scazzo che non ti voglio dire. Quando si dice, fare il proprio mestiere con passione. Una telefonata surreale, una chicca sul finale: “Io lo so che lei adesso è una mamma stressata, ma vedrà che un giorno le daranno anche delle soddisfazioni”. Eh?

Essere licenziate non è piacevole, ho avuto modo di raccontarlo. Ma quanto è stato bello invece sapere che alcune mie ex colleghe vanno dicendo (spero per loro senza convinzione) che sono stata licenziata perché “mi sono presa due gravidanze a rischio una di seguito all’altra”. Francamente della prima ho lavorato fino all’ultimo giorno, e pure in maternità, della seconda non ho ricevuto le stesse attenzioni mentre ero in ospedale col fiato sospeso. Aggiungerei che, anche se fosse, la maternità è un diritto della donna. E che questa storia somiglia tanto alla precedente, solo che qui la supposta è tutta per me. Ma in questo come in tanti casi mi son solo detta: No. Tu. Ti prego, dillo tu! Ora figlio mio, stavolta lo dico io, ma solo dopo averti svelato due grandi verità:
Le parolacce non si dicono.
Le mamme mentono.

Mavaffanculounpo’!

Alessandra Erriquez 

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