Martedì scorso, mentre con Mauro programmavamo il da farsi nei giorni successivi, ecco presentarsi Niccolò con un immancabile virus intestinale (per fortuna non troppo forte), al quale mercoledì si è aggiunto un po’ di raffreddore, e vai col liscio (come si suol dire dalle mie parti!) Insomma nulla di grave ma chi ha figli lo sa, chi non ha figli mi creda sulla parola, quando stanno male le giornate sembrano interminabili.

E proprio nel corso di queste giornate, mentre Nicco dormiva, ho riflettuto sul blog e su qualcosa da condividere, ma non mi è venuto in mente nulla e anzi ne ho concluso che  in fondo quando hai un figlio non succede mai niente di nuovo. Non fraintendetemi, per un genitore tutto ciò che accade quotidianamente è la novità … ma non per il resto del mondo. Mi spiego meglio.

Quando hai un figlio devi seguire i suoi ritmi: sveglia, asilo, pappa, nanna, gioco, pappa e di nuovo nanna. La routine è un modo per farli abituare al mondo e non puoi stravolgere il format: non puoi non dargli da mangiare o non farlo dormire quando è necessario. Non puoi leggerti un libro quando è sveglio perché quello è il momento del gioco e non c’è nulla che tenga, devi giocare con lui o ti farà passare un brutto quarto d’ora! E così via…

E fin qui, tutto noto, tutti lo sanno, anche chi non ha figli. Forse però non tutti sanno che, proprio a causa di questa nuova vita così routininaria, la natura innesta nei neo genitori un’altra capacità: quella di meravigliarsi per piccole e stupidissime cose, fondamentali per il genitore e assolutamente noiose e irrilevanti per il resto del mondo. Vi basterebbe vedere le facce dei miei colleghi, single, maschi e senza figli quando gli racconto che Niccolò ha detto per la prima volta una parola, ha imparato i nomi di tutti gli animali del libro, mi ha fatto sbellicare dalle risate mentre fa espressioni buffe allo specchio.

Ed è una cosa che riscontro praticamente in tutti i genitori. Sembriamo una categoria protetta: al parco inizi a scrutare chi ha il bimbo della stessa età del tuo, casualmente ti ritrovi sullo stesso gioco e, con reciproca intenzione, inizi una sequela di domande/riposte su asilo, linguaggio, giochi preferiti, pappa, livello di indipendenza nel mangiare/dormire/pannolino etc.

Ripeto siamo una categoria protetta … viviamo per nostro figlio e  nostro figlio è la nostra vita, poco ci importa se gli altri non sono interessati a tutte i nostri racconti! Poco ci importa fino a quando il collega ti dice: “Quanti starnuti ha fatto oggi Nicco?” e tu stai per rispondere seria … solo dopo qualche secondo riconnetti il cervello e capisci che è una battuta, che ti sta prendendo in giro, che sei arrivata al limite. Allora resetti un attimo il cervello e dici: “Hanno aperto qualche locale nuovo a Firenze? Forse è il caso che sabato io chiami la baby sitter e vada a fare un giro con Mauro!”

Daphne

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