Non mi è mai piaciuto troppo appartenere ad un gruppo fisso e definito … Sono nata in Puglia, cresciuta in Umbria, studiato a Siena e a Salamanca, spostata per lavoro in più città, oggi felicemente stabile a Firenze … non volevo fare la cronistoria della mia vita ma è solo per dire che nel tempo ho fatto amicizia e conosciuto persone un po’ ovunque senza  avere una “comunità” fissa. Non ho mai avuto carte fedeltà, mai fatto parte del gruppo dei dipendenti dell’azienda in cui lavoro, mai avuto tessere di partito o di sindacato, mai partecipato a gruppi su fb o twitter se non richiesti per cortesia da amici. Non amo nessuna forma di “lobby”,passatemi il termine, seppur in forma light .

Ma (prima o poi doveva esserci un “ma”) da quando sono mamma tutto è cambiato, anche su questo punto. Banalmente … ho la tessera della Coop, dell’Esselunga, della Chicco e di varie altre catene di  negozi che ti avvisano quando ci sono sconti speciali su pannolini, vestiti e tutto il resto. Che non uso quasi mai perché arrivo matematicamente in ritardo di 24 ore sulla fine della promozione o va Mauro a fare la spesa e lascia la tessera a casa (questo è ancora più matematico!)

Tutto è iniziato quando è nato Nicco è sono entrata nella chat del gruppo del corso pre-parto: l’inizio di un baratro perché lì ogni mamma scriveva messaggi su messaggi di bambini bravissimi, che dormivano tutta la notte e avevano iniziato a 4 mesi l’autosvezzamento senza alcun problema, che erano pronte a farne un altro, che tutto procedeva alla grande … e poi magari ammorbavano su suocere troppo invadenti, che addirittura volevano tenere il pargoletto per mandarle a cena fuori col marito il sabato sera (che sfacciate!) o che gli stendevano la lavatrice quando andavano a trovarle (che maleducate!) e infine… la peggiore di tutte, si era permessa di dire che la bimba assomigliava al padre (lesa maestà!)

Io e la mia amica S. (che abbiamo fatto il corso pre-parto insieme e  viviamo a 100mt l’una dall’altra) leggevamo queste chat un po’ sconvolte perché in realtà vivevamo tutte le bellezze della maternità in maniera sincera, dicendoci che c’erano anche momenti difficili, notti difficili e soprattutto senza suocere vicine (a noi sarebbero andate bene pure invadenti o in affitto, pur di avere qualcuno che ci desse una mano!) Per farla breve dopo pochi mesi abbiamo abbandonato la chat… e anche questa volta sono uscita dal Gruppo (un po’ Jack Frusciante)… ma ormai, da madre, qualcosa era cambiato!

E infatti quando Nicco ha iniziato il nido eccomi pronta per una nuova chat, quella delle mamme dei compagni d’asilo, rigorosamente al femminile, ma anche rigorosamente sincere, perché i nostri bimbi stanno insieme tutto il giorno e più o meno ci conosciamo e li conosciamo… così si parla di “cacche brutte” (eufemismo coniato dal nido per definire in maniera “carina” feci poco regolari – eufemismo nell’eufemismo!), di febbri, di parole in più pronunciate dai pargoli, di attività carine da fare nel fine settimana, del menù giornaliero a scuola e dei vestiti handmade di carnevale da fare al laboratorio dell’asilo.

E mi sono scoperta più affezionata di quanto credessi ad un gruppo …  perché da mamma forse non è così male confrontarsi, a volte sfogarsi, organizzare insieme, chiedere o offrire aiuto a qualcuno, condividere.

E poi, la nuova tecnologia offre un grande vantaggio. Quando hai bisogno di ritornare Jack Frusciante basta mettere la modalità “silenzioso” nel cellulare e magicamente la chat va in pausa per un po’!

Daphne

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