Desiderare un figlio, desiderare di diventare mamma… e scoprire all’età di 30 anni che mamma non lo diventerai mai perché in te c’è qualcosa che non va e quel qualcosa si chiama endometriosi. Tre interventi invasivi e una nuova visione del divenire genitore lanciata così, per caso, dal proprio ginecologo: “Genitori si può diventare anche tramite l’adozione”.

Sono trascorsi tanti anni da quel giorno, dodici lunghi anni in cui le strade percorse sono state tortuose, difficili, ma sempre piene di speranza e forza, perché solo la speranza e la forza di voler realizzare il proprio sogno ci hanno permesso di scalare le montagne più alte. Non sai cosa ci sarà una volta raggiunta la cima, ma il tuo cuore sa che ne varrà sicuramente la pena.

Non so cosa voglia dire partorire, avere le doglie e fare un’ecografia ma so cosa vuole dire leggere su un documento che sei idonea all’adozione e so cosa si prova quando ti comunicano finalmente dopo due anni di attesa il nome di quella bambina che diventerà tua figlia.
Ti ripeti mille e mille volte quel nome e ti sembra il nome più bello del mondo. Immagini il suo viso, i suoi occhi e il profumo della sua pelle fino a quando non percorri, dopo altri mesi di attesa infinita, tantissimi chilometri. E affronti sei ore di volo per raggiungere Addis Abeba.

Il cuore ti batte all’impazzata e la testa sembra scoppiare, le gambe sono molli come gelatina e cammini come un automa cercando quel visino ormai impresso a fuoco nella mente e nel cuore. Poi la incontri, tua figlia, bella come un rosso tramonto africano e il cuore ti sembra esplodere dalla felicità ma tante e tante altre volte sembrerà esplodere. A ogni conquista, a ogni nuovo passaggio di crescita e ogni volta che finalmente una vocina ti chiamerà “mamma”.
Un miracolo. Il miracolo dell’amore.

A tutte le donne che desiderano essere mamme e pensano di non diventarlo mai.

Anna P.

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