Gioco in casa ma non parlo né di me, né di Pietro. Parlo, anzi parla, mia sorella. Che da qualche tempo lavora (anzi crea, anzi si diverte, anzi insegna) con i bambini e la sua grande passione: l’arte contemporanea. Fin da bambine lei era la creativa, io la riflessiva. Col tempo il suo estro si è trasformato in un quasi-lavoro. Dico quasi perché in questo periodo non è facile trovare una scuola, un’associazione, un museo che ti permetta di fare laboratori con bambini, pagandoti. O almeno, pagandoti dignitosamente. Ma lei è una testa dura, appassionata e brava. E qualcosa sta facendo. Per esempio qui e qui. Ma come nasce un laboratorio per bambini? E perché farlo? Ecco qualche risposta 🙂

Come si insegna l’arte ad un bambino di 6 anni?

Premetto che a mio avviso è molto più semplice insegnare l’arte, soprattutto moderna e contemporanea, a un bambino piuttosto che a un adulto. La meraviglia, la mancanza di schermi, la curiosità rendono un bambino di sei anni un interlocutore perfetto, una spugna che assorbe tutto. L’arte non credo si possa “insegnare” nel senso stretto del termine, Credo che la cosa migliore sia presentarla, raccontarla e lasciare al bambino le sue conclusioni. Il mio approccio è narrativo e giocoso. Cerco sempre di incuriosire i bambini sull’artista, sulla sua storia e poi focalizzare la loro attenzione sulle opere, spesso rivolgendo loro domande, cercando di coinvolgere tutti anche i più timidi! La parte manuale poi è importantissima, permette al bambino di concretizzare le conoscenze acquisite e nello stesso tempo di sentrsi un po’ artista, “sporcandosi” le mani! I laboratori manuali sono parte integrante e conseguenza naturale del percorso teorico.

Quali sono le domande più curiose che ti hanno fatto nei precedenti laboratori?

“Ma Picasso, disegnava così perché aveva gli occhi storti?”
“Con quelle mani poteva grattarsi meglio la schiena” (riferito alle opere di Schiele)
“I futuristi tra di loro parlavano con i rumori?” e molte altre… potrei raccoglierle e scrivere un libro!

L’arte insegnata nelle scuole elementari: esiste o manca qualcosa?

Forse alle scuole elementari qualcosa viene fatto, perlomeno dal punto di vista creativo e manuale, ma non c’è un vero e proprio approccio all’arte e ai suoi protagonisti. Si tende a avvicinare i bambini alle tecniche (matite, pennarelli, tempere, collage) , ma non alla storia dell’arte. Si pensa che i bambini siano troppo piccoli per capire certe cose! non è vero, l’arte contemporanea è stimolante sotto tutti i punti di vista, è “strana” per usare le parole di un bambino, quindi stuzzicante! La parte pratica acquista un senso diverso perché è tappa finale di una conoscenza, di un percorso. Il dramma è alle scuola media, dove la storia dell’arte non c’è, se escludiamo qualche professore lungimirante che cerca di dare qualche nozione tra una lezione di educazione artistica e l’altra. Nella maggior parte dei casi è un momento marginale, superficiale, la classica ora in cui “non si fa niente”. In Italia, dove l’arte dovrebbe essere al primo posto e dove le scuole dovrebbero essere il veicolo principale di conoscenza, l’arte viene bistrattata o peggio ignorata. Ecco perché è fondamentale cercare un’approccio diverso fin da piccoli, per poter mantenere viva nei ragazzi almeno la curiosità e l’interesse. In questo senso le famiglie giocano un ruolo fondamentale, proponendo visite a musei, mostre, città d’arte.

Un consiglio per una mamma che vorrebbe intrattenere suo figlio in un pomeriggio di pioggia…

Ci sono molti libri per bambini che trattano l’arte moderna e contemporanea, alcuni anche con spunti pratici e creativi. Molte case editrici, come Giunti o Feltrinelli, hanno inserito da tempo una sezione giovanissimi, dove ci sono diverse letture sui protagonisti dell’arte sotto forma di racconto divertente. Procurarsi libri del genere può essere un ottimo punto di partenza. Se i genitori sono già un po’ appassionati e informati, possono rielaborare loro stessi i concetti con un linguaggio adatto ai bambini, L’importante è attirare l’attenzione e la curiosità. Per quanto riguarda l’aspetto pratico credo che la cosa più importante sia stimolare la creatività, senza dimenticare alcune linee guida fondamentali per la buona riuscita del lavoro, che non deve essere un “pasticcio”. Ben vengano tutte le tecniche, ma spesso le cose più semplici sono le più divertenti. La mia tecnica preferita ad esempio, e che ha sempre successo con i bambini, è  il collage, che si può declinare in mille modi e i risultati sono sempre ottimi!

(Alessandra B.)

 

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