Da qualche giorno la mia mamma se ne sta sempre a letto. Non proprio sempre. Un po’ di tempo lo passa anche sul divano. È strana in questi giorni. E non è neanche un po’ bella come al solito.

La mia mamma non fa altro che ripetermi che non sta bene e allora io per farle un regalo grande le sto sempre appiccicato. Ieri siamo stati da soli tutto il giorno e io volevo giocare con lei, perché quando lei gioca con me, io dopo sto meglio. Le ho fatto pure sfogliare il mio libro preferito, quello di Spiderman. Poi ho ascoltato “Il Coccodrillo come fa” tantissime volte ché quella è proprio una bella canzone, ho tirato giù tutti i miei libri dalla libreria per cercare quello degli elefanti e per far cantare la filastrocca alla mamma: lei si diverte proprio tanto a cantare e io l’ascolto anche se non lo sa fare molto bene, ma voi non glielo dite. Quando ci siamo messi sul letto io ho voluto darle tanti baci, e qualche morso, ho aspettato che mi cantasse le canzoncine tre volte e che mi raccontasse la favola di Cappuccetto Rosso e Biancaneve* prima di addormentarmi. Però ho dormito pochino e ho fatto bene: quando mi sono svegliato la mamma si era talmente tanto annoiata senza di me che si era addormentata.

Io l’ho svegliata e lei continuava a dire che stava male allora io per farla alzare subito sono corso in sala e ho inziato ad arrampicarmi sulle sedie e poi sul tavolino quello basso e pure su quello alto, così la mamma si è dovuta alzare. Non sembrava contenta, ma io lo so che in fondo in fondo era felice perché stare con me è quello che le ci voleva per stare meglio.

Sembrava molto stanca e anche un po’ arrabbiata ma io non capisco proprio perché. Io lo so come ci si deve comportare quando uno ha la febbre: io la febbre ce l’ho spesso e quando capita sono molto energico e ho tanta voglia di giocare. E quando sono proprio giù, giù per stare meglio devo avere la mia mamma vicinissima, proprio vicina vicina.

E dopo sto meglio.

* La favola di Cappuccetto Rosso e BiancUaneve è una favola di mia invenzione e pertanto soggetta a copyright. Tutti i diritti sono riservati. Ma magari un giorno ve la racconto.

Pit (e Lucrezia S.)

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