imageOhhh… Bisognava arrivare al 3 gennaio del nuovo anno perché io riuscissi a fregare l’ipad della mamma per raccontarvi cosa é stato il mio 2014. Intanto il 2015 l’ho iniziato al freddo polare del Lago di Garda con il mio amico Leonardo, ho visto le barche, i cigni e le anatre, per la prima volta nella mia vita ho voluto il cappello e ho dormito fino alle 10.30. Ho fatto tanti cin cin e molti giochi, poi ho ripensato all’anno scorso ed ecco qua…

GENNAIO

Mamma rientra a lavoro. Che poi che sarà questo lavoro che già mi porta via il babbo per tutte quelle ore? Adesso anche mamma sarà lì dove sta babbo. Io ho visto quello che fanno. Una volta mi sono pure seduto dove sta il babbo. C’era una specie di tv davanti, dove però potevi fare quello che si fa sull’ipad, cioè guardare la Pimpa, e ogni tanto, ma poco perché mamma non la sopporta, anche Peppa Pig. Poi ci sono dei fogli e lí mi hanno detto che babbo disegna il giornale. Io questo giornale non so proprio cosa sia… Mamma dice che è come un quaderno su cui ogni giorno scriviamo quello che succede. Però poi lei questo diario lo tiene “online” e ho capito ancora meno. Comunque a lavoro c’è un sacco di gente simpatica, io all’inizio non do tanta confidenza perché non ho ancora capito come mai babbo e mamma devono stare più tempo con loro che con me, però quando vado mi riempiono di coccole, di giochi e di libri. Allora vabbè, dico che prima o poi lo capirò, ma se mamma o babbo non tornano a pranzo, io strillo così forte che mi sentano bene tutti.

FEBBRAIO

Non cammino, non gattono e non parlo. E diciamocelo, non sono neanche tanto socievole. Ma allora perché mi avete messo in mezzo a tutti questi bambini??? Ho 11 mesi, d’accordo. Ma volevo stare ancora un po’ con tata Lucia, e invece anche lei parte e torna a casa, in Brasile. E io, ora che avevo appena imparato ad addormentarmi nel lettino senza strepitare dovrei abituarmi a dormire in mezzo a tutti quei nasi mocciosi e piedini in faccia? Però… Alla fine, in questo posto che si chiama asilo, si mangia un gran bene (e non mi sminuzzano tutto come fa mamma) si gioca un sacco e qualche bimbo é pure simpatico. Poi, c’è un’intera piscina piena di palle!!! Forse, ma dico forse, posso cominciare a tollerare la nanna tutti insieme…

MARZO

Cari madre e padre, io ve lo avevo detto. No asilo, no malanni. Mi ci avete voluto mandare? E allora beccatevi le mie febbri a 39, il mio naso colante, il mio essere tornato nel lettone, perché mi dispiace ma se sto male guai a chi mi fa stare nel lettino… Tutto il giorno addosso a mamma e stop. Come dici mamma? Che ti ho attaccato la febbre a 40 per tre volte? E una era proprio il giorno in cui avete deciso di portarmi alle Cinque Terre per festeggiare il mio primo anno noi tre insieme? E che poi l’hai ripresa la settimana dopo quando avevate pensato di festeggiare con i nonni e i miei amichetti? E che il babbo non ha sentito i sapori per un mese perché aveva le difese immunitarie basse? Ve l’avevo detto io…

APRILE

Sentite. Io la manina non la voglio staccare. Non ancora.  Mi piace sentirmi sorretto.  Mi piace pure scegliere le scarpe da mettere, ma ho ancora paura di cadere. Tenetemi ancora un pochino per mano dai. Non mi sento prigioniero, mi sento protetto. Poi adesso sto concentrando tutte le mie energie nel linguaggio. Ma lo sapete voi quanto ci vuole a capire il senso delle vostre parole e a ripeterle? Babbo, mamma, pappa, cacca, miao, bau… C’è tutto un mondo ancora a cui devo dare un nome, fatemi fare una cosa per volta…

MAGGIO

Questo é il mio mese. Voglio un premio: una palla super gigante, una cassetta piena di biscotti, yogurt e puré, fate voi. In ordine cronologico: per qualche giorno vi ho lasciati dormire sette ore consecutive senza mai svegliarvi, ho lasciato che mamma andasse via un weekend con le sue amiche senza fare il pazzo e anzi, divertendomi molto con il babbo, ma soprattutto… Ho cominciato a camminare! Ed é una vera figata, questo devo riconoscervelo, a voi che mi incitavate tanto (pure troppo).

GIUGNO

Mare, mare, mare. Pesci, pesci, pesci. Barche, barche, barche. Questo mese inizia e finisce così, a Baratti. Il mio primo castello di sabbia, la prima dormita sotto l’ombrellone, il bagno in mare, la lotta alle zanzare di mamma, i barbecue di babbo, la cantina Petra e il concerto con mamma che mi fa ballare. Voi due felici, sereni. Io pure.

LUGLIO

Credimi mamma, che io non ho sentito così tanto male. Qualche bambino deve avermi scambiato per un “Cucciolone dieci morsi dieci”, ma tu stai tranquilla, non farti troppi sensi di colpa sull’asilo, sulle maestre. Io fino ad ora ci sono stato bene, ricordi che neanche volevo andare? Invece poi mi sono divertito, ho imparato tante cose. Adesso é successa questa cosa, brutta e antipatica e tu e babbo avete deciso di lasciarmi con tata Roxi – ma io faccio già il conto alla rovescia per le vostre ferie – e di non mandarmi più all’asilo. Però mamma, a settembre un altro asilo lo troviamo vero?

AGOSTO

Ho toccato le nuvole in aereo e nuotato con la mia ciambella gialla nelle acque della Grecia. Ho mangiato tzatziki e acciughe fritte a volontà… E pure una super salsa con aglio e patate. Nell’isola dove stavamo noi c’era un fruttivendolo grande grande con una barba il doppio di quella del babbo che quando mi vedeva arrivare mi prendeva in braccio e mi dava le banane e degli yogurt buonissimi, altro che quelli italiani! Sono diventato la star del ristorante Manolis dove andavamo sempre perché giravo di tavolo in tavolo alla ricerca dei gatti, tantissimi gatti! E poi questo mese sono diventato grande davvero: babbo e mamma mi hanno lasciato dormire per la prima volta dai nonni da solo… E ho fatto le ore piccole, ma poi per premiare i nonni ho dormito tutta la notte filata. Mentre dagli altri nonni di Lucca mi son fatto portare al mare, in pineta, sulle Mura, mi hanno fatto la piscina a casa.

SETTEMBRE

La mia tata Lucia che mi ha tenuto per qualche mese quando ero piccolino, e che ha fatto la tata anche alla mia mamma quando era molto giú, non tornerà più. “Un beso a Pedro” mi ha detto al telefono. E io tanti besi le do. So che li porterà con se lassù, nel cielo del Brasile. Mamma e babbo hanno pianto, li ho visti. Poi mamma mi ha fatto vedere Mary Poppins e abbiamo ballato salutando Lucia. Io volevo dire alla mamma di non essere triste, che Lucia é sempre li, a guardarmi crescere ma poi non sono riuscito a dire nulla. Ciao tata. Il sorriso é tornato con il matrimonio degli zii Claudio e Luvi… E io ho pure fatto il paggetto con la mia prima cravatta.

OTTOBRE

Nuovo asilo! Qui ho anche il maestro che a me piace tanto, perché mi coccola sempre. Certo, ci ho messo un po’ ad ambientarmi perché pensavo che venisse anche la mamma con me, poi ho capito che mi lasciava li e insomma, la cosa non mi é andata tanto a genio. Comunque, io ora praticamente parlo e infatti a mamma dico i nomi dei miei amici di scuola e a volte anche quello che ci ha cucinato la cuoca. Però… Ho ricominciato la novella dello stento del moccio al naso e della tosse e poi questi molari mi danno una noia terribile, menomale che son gli ultimi denti che mancavano!

NOVEMBRE

Mmmm, penso e ripenso ma in questo mese mi viene in mente ben poco, a parte che sono molto fiero di dirvi che ogni tanto cacca e pipì io li faccio nel vasino. Però approfitterei di novembre  per rivolgere alla mamma e al babbo una domanda che vale per tutto l’anno e anche per quello che verrà:  ma perché vi affannate tanto? Soprattutto la mamma in realtà perché il babbo, sempre molto impegnato con il lavoro, riesce però a tranquillizzarsi quando sta con me o quando fa le sue cose. Invece mamma, te lo devo dire, tu quando sei a lavoro pensi che vorresti stare con me, quando sei con me, pensi a quello che devi fare a lavoro, a quello che non funziona e a come dovrebbe funzionare. Sei sempre lí a cercare di sistemare orari di baby sitter, asilo, nonni. Se mangio poco cominci a credere che io abbia il problema del cibo, se mangio troppo hai paura che ingrassi, se mi viene la febbre pensi che é colpa tua perché non hai ancora avuto il tempo di comprarmi un pigiama più pesante, tieni il blog e poi non ci scrivi mai, se ci vengono a trovare le amiche a casa pensi che sarebbe stato meglio uscire fuori, se andiamo fuori pensi che io mi stresso e basta… Mamma, vogliamo smetterla di fare una cosa e nella testa averne già altre centomila?

DICEMBRE

Ok, ultimo mese dell’anno. La mia prima letterina a Babbo Natale, il mio primo albero di Natale (fatto e disfatto cento volte da me e Miago), i lavorini, la festina all’asilo. Il mio primo terremoto! La gioia, quella vera, di scartare i regali, le feste in famiglia e con gli amici, la cucina, il cavallino, le macchinine. Le mie prime frasi: “faccio solo mamma”, “vedere questo”, “levare buccia banana”, “vedere pesci mare”, imparare a fare le scale – quelle dei nonni e costringerli a fare in su e giù cento volte – correre senza più cadere ogni cinque minuti. Infine il freddo, quello vero, dell’alta montagna. Il mio anno l’ho salutato così, con un abbraccio forte forte ai miei genitori e ai loro amici -che poi hanno messo a letto me e Leo e si son scolati non so quante bottiglie di vino – e un pensiero: sto diventando grande e… Mi piace! Buon anno a tutti.

Pietro (e Alessandra B.)

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