imageVedrai che quando cresce te ne accorgi, poi rimpiangerai il primo anno. Una frase fatta che mi é stata ripetuta più volte. Sará, ma io per ora non rimpiango proprio niente perché i 18-19-20-21 mesi di mio figlio mi piacciono proprio tanto.

Pietro oggi ha scritto la sua prima lettera a Babbo Natale. Io ho preso matita e carta – da quanto tempo, ormai in piena fase digitale non prendevo in mano una busta delle carta da lettere – e gli ho fatto qualche domanda semplice semplice. Il risultato é stato una lista di cose – palla, mondo, cucina – con le quali lui si diverte sempre e probabilmente vuole continuare a divertirsi. Poi gli ho detto che dovevamo raccontare a Babbo Natale come era stato lui in questi mesi, che cosa aveva fatto e ha esclamato due cose: lettino e cacca. Ora, lettino e cacca? E più ci penso più mi sembra che abbia capito tutto il senso per cui Babbo Natale dovrebbe portargli dei regali, delle cose che vuole.

Il lettino é stata la conquista dopo tanto tanto lettone (e ora a volte lo richiede proprio lui… Nel lettone si gioca, nel lettino si dorme). E la cacca? Sono i suoi primi tentativi di lasciare il pannolino e di provare a fare il “grande” con il  vasino. La libera interpretazione è ovviamente la mia, ma via lasciatemi galoppare un po’ con l’immaginazione…

Oppure ieri sera eravamo sopra dalla mia vicina di casa che ha una bimba più grande di due mesi di Pietro. Con lei ci siamo frequentate fin da quando i bimbi erano piccoli barcamenandoci tra chiacchiere e aperitivi fatti in casa (Carolina é maestra in questo) e se fino a qualche mese fa la serata passava con noi mamme a correre dietro all’uno o all’altra, adesso i due si rincorrono a vicenda, vanno nei loro nascondigli, ridono come matti, fanno le pernacchie e si danno i baci (e mangiano l’impossibile a seguito delle mamme).

O ancora, ascoltarlo mentre chiama per nome alcuni dei suoi compagni di asilo, o dice i nomi dei nonni e in quale città stanno, o quando gli chiedi ‘e mamma come si chiama?’ E lui ‘Sciandra’ “e il babbo?” “Callo” , o insiste perché deve mangiare da solo, o passa mezz’ora con la mia amica a fare con le costruzioni una ‘tore atta atta”… Ecco tutta questa roba qua, al netto dell’innamoramento di mamma, a me mi fa proprio divertire.

Normalitá, sta crescendo, mi diranno tutti. E allora io dico che vederlo crescere questo mio figlio, mi piace tanto.

Alessandra B.

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