IMG_2157L’ho fatto. Alla fine ho letto, ho visto, ho approfondito. Andando contro quella sensazione che mi prende da quando sono diventata mamma, sensazione per cui ho difficoltà a seguire fino alla fine i notiziari di qualunque mezzo. Troppo sangue, troppa violenza, troppa ingiustizia in un mondo che è lo stesso in cui vivono i miei figli. Ma ieri l’ho fatto. Mentre loro dormivano ho approfondito la storia di Stefano Cucchi e, poi, ho visto Gazebo. E nonostante quella sensazione crescesse, ho continuato a vedere. E ho visto uno straordinario video (di quelli che avrei voluto girare io) che documenta la manifestazione pacifica dell’Ast e ho visto l’ordine di un funzionario di polizia, “Caricate”, quando ancora il corteo era distante. Distante come spesso vedo le autorità rispetto a noi che siamo al di qua. Caricate. Mi è risuonato mille e mille volte, caricate. E poi il volto tumefatto di un ragazzo che se non fosse stato per tanti, troppi, imperdonabili errori, sarebbe ancora vivo. Caricate, e le parole di Giovanardi. Caricate, e le parole di Alfano. Caricate. E le persone che cadevano giù sotto le manganellate. E certo che provo rabbia. Indignazione. Incredulità. E certo che provo un senso di impotenza mentre guardo i miei bambini e ho solo voglia di abbracciarli più forte. Ma più di tutto, lo devo dire, questo Paese mi fa paura.

Alessandra Erriquez

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