parolaInnuanna. Ti strozzerei ogni volta che lo dici. Innuanna. Alzi pure il ditino (anzi due, perché tu ne alzi sempre due, mai capito perché, l’indice e il pollice che sembri un piccolo pistolero un po’ distratto visto che le punti sempre verso l’alto) per sottolineare il concetto, e lo ripeti. Innuanna. All’inizio ridevamo io e papà, poi abbiamo iniziato a guardarti un po’ perplessi. Poi io, maledetta me, ho pure un po’ goduto perché lo ripetevi quasi solo alla nonna. Alla suocera. Un po’ mi beavo, io. Ce l’avrà con lei, chissà cosa gli avrà detto. Pensavo. Ora lo ripeti sempre. O quasi. Tiè.

Innuanna non vuol dire niente, non abbiamo nemmeno capito l’origine lessicale di questa parola che, mannaggia, non c’è verso di farti dimenticare. La sfoderi ogni volta che un adulto ti sta dicendo qualcosa che non vuoi sentire. Una faticaccia. Ci abbiamo provato a ignorare, a riprenderti, a non rispondere. Cambiato niente. Allora sai cosa ti dico? Hai ragione tu piccolo mio. Hai ragione tu a non voler ascoltare i grandi che ti dicono di “no-così non si fa-a mangiare stai seduto bene-è ora di lavarsi i denti-bagnetto-pigiama-il computer della mamma non si tocca-non fare troppo rumore che svegliamo tutto il vicinato” e altre migliaia di amenità del genere. Perché, purtroppo, sono davvero migliaia i divieti che fra genitori, nonni e insegnanti, ti sbarrano la strada tutti i giorni. E quasi mai nessuno di questi “non si fa” è detto per salvarti la vita (oddio, ogni tanto sì mio adorato Tarzan), il più delle volte parla l’istinto perché così ci è stato insegnato o, peggio, perché non ho voglia di pulire, sistemare, ricomporre, ogni volta dopo il tuo passaggio.

Siamo pure genitori “istruiti”, nel senso che abbiamo letto libri, e siti internet, e ascoltato esperti che ci spiegavano le conseguenze di troppi “no”. Ma la prova sul campo ci frega sempre. Così tu ce lo ricordi, puntuale ogni giorno che Dio ci manda in terra, che di questi “no” ne hai piene le tasche. Che sono pure piccole, e quindi si riempiono prima. Tutti i divieti che non servono a preservarti da morte prematura, o evitare quella incidentale di chi ti sta vicino, sono superflui e possono essere verbalizzati in un altro modo. A 3 anni già ci dai lezioni di comunicazione, e non ne sbagli una.

Innuanna. Qualunque cosa voglia dire.

Silvana S.

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