secondoCaparezza aveva ragione. Il secondo è più difficile. Altro che strada spianata, che le cose oramai le sai, altro che si cresce da solo. Tu, caro Claudio, ci hai sconvolto la vita. Questo te lo voglio dire. Siamo sconvolti come i tuoi capelli, bianchi come le tue notti e senza fiato come i tuoi pianti.

È una cosa bella, non fraintendermi. Sì, è bella, ora ti spiego. Perché tu sei nato e non c’erano orde di parenti e amici ad accoglierti in ospedale. Il primo figlio è un evento, il secondo è routine? Boh. Poi sei arrivato a casa e le attenzioni bisognava dartele di nascosto affinché Davide ti accettasse al meglio. Giustamente hai pensato di farti notare. Una cosa voglio ti sia chiara: le emozioni che tu ci dai sono nuove di zecca. Mamma e papà non erano preparati a nulla. Neanche dopo diciannove mesi appena. Tu e tuo fratello avete in comune occhi grandi, ciglia lunghe e sorriso mozzafiato. E basta. Il principe e l’imperatore. Due mondi a parte.

Tu ridi sempre, anche mentre piangi. Perché sì, piangi, figlio mio, sei uno strillone. Mangiare non è la tua, a dormire in culla conti i minuti manco pagassi la sosta, sai già come ottenere le cose e la vita la prendi a morsi, per questo a cinque mesi già avevi il primo dente. Dormi stretto stretto, ti arrampichi dalla pancia fin sulle spalle. Tiri fuori la lingua quando ti concentri (in questo sei più Erriquez che Liverini) e da lungo tempo ti giri pancia sotto, perché tu la vita la prendi pure di petto. Do di petto (ti ho già detto che urli assai?). Ecco, sii felice. perché in queste e tante altre cose tu sei primo in tutto e secondo a nessuno.

Alessandra Erriquez

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