piccole-donne-romponoSe Lia Celi fosse stata seduta di fronte a me quel giorno sul treno mentre, col primo pancione della mia vita, leggevo il suo libro (Piccole donne rompono. Diario di una mamma imperfetta) ridendo sonoramente a ogni pagina, avrebbe scosso la testa e mi avrebbe detto: ridi, ridi. Ti voglio vedere tra un anno! Di anni ne sono passati 3 e due meravigliose bambine che hanno stravolto tutto quello che c’era da stravolgere: il bioritmo, innanzitutto.

Ora che la più piccola ha un anno e la primogenita è diventata improvvisamente “la grande”, ho capito e deciso che non c’è altra strada alla sopravvivenza se non quella di riderci su. Un po’ come fanno i personaggi di Peppa Pig che ridono anche alla parola bicchiere. Forse è un suggerimento occulto alle mamme, soprattutto quelle 24h: ridete, ridete, ridete!

Tea, per esempio, mi fa ridere quando lancia i suoi aforismi da treenne o mi fa quelle domande che tutti speriamo facciano il più tardi possibile, quelle a cui non sai mai quale sia la risposta pedagogicamente più giusta. Qualche giorno fa, per esempio, mi ha fatto quella più difficile in assoluto per una donna reduce da due gravidanze.

 

Mi ha guardato e mi ha chiesto: mamma, ma tu sei cicciottella?

(Ma la prima domanda difficile non era sulla morte? E poi sul sesso?)

Le ho risposto “un pochino sì, amore”, sforzandomi di avere un volto per nulla turbato.

Ma lei ha insistito infierendo: io – INVECE – sono sana!

(è seguita una lunga spiegazione didascalica sui sinonimi e i contrari)

 

Santa D.P.

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