Cate 002Le valigie per il mare sono in macchina. Tua sorella è all’asilo. Io e te aspettiamo sotto casa. Papà è in ritardo. Fa caldo, e io inizio a spazientirmi.

La stanza è piccola, ma non troppo. C’è silenzio. Tanto silenzio. Troppo silenzio. Inizio a capire che qualcosa non va. Papà fa finta di nulla. Forse non percepisce la tensione che di colpo ha reso l’aria irrespirabile. Forse non può fare altro. L’arteria più importante del tuo corpicino, che ha il compito di trasportare il sangue in ogni dove, è chiusa. Hai due mesi e mezzo e nessuno finora se n’è accorto. Siamo qui per caso. Mi dicono che siamo fortunati. Io penso che sono tutti pazzi. Fuori, un giorno di sole.

Sei in braccio a papà che ti ha appena fatto il bagnetto. Hai gli occhi semi-chiusi di chi sta per addormentarsi. Dormi, amore mio, che quando ti sveglierai sarà tutto finito. Ti bacio. E spero con tutta me stessa di poterti raccontare questo giorno come il primo della tua nuova vita.

Il nonno, papà e io. Cappuccino e cornetto. Giornali. Shopping. La settimana enigmistica. Sedie scomode. Via vai. Nessun pensiero, troppi pensieri. Chi si ferma è perduto.

Davanti alla finestra della tua camera atterra il mezzo dell’elisoccorso. Lo spostamento d’aria fa tremare i vetri. E’ strano essere qui senza di te. Ti hanno appena svegliata, tra poco torni. Sei stata una leonessa.

Ti guardo mentre dormi. Domani compi tre mesi e siamo di nuovo a casa. Siamo stati via due settimane, ma il mare l’hai visto una volta sola. Da lontano.

Era oggi. Un anno fa.

Sara P.

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