Stanotte ti ho soAUTUNNO-ap-1024x835gnato … uno di quei sogni strani, confusi, che ricordi sì e no ma che ti lasciano una sensazione al risveglio così chiara e forte.

Eri maschio, eri grande, circa un anno, camminavi a malapena ma a quanto pare facevi le scale perché io e il tuo papà ti trovavamo al piano sopra, dagli zii.

Non ricordo il tuo viso, in verità non ricordo niente del tuo aspetto ma ricordo questo sogno e probabilmente lo ricorderò ancora per molto tempo.

Stamattina mi sono svegliata e ho subito ricordato cos’era successo, ho subito ricordato quella sensazione di pienezza che mi avevi regalato. Quella felicità negli occhi di tutti quando ti guardavano.

È durata poco questa sensazione, subito sostituita da quel senso di fallimento e frustrazione che ormai accompagnano alcune mie giornate da mesi, troppi mesi. Quel senso di non essere ancora arrivata a quel traguardo così nostro e così desiderato, e di vederlo a volte così vicino, ma a volte così lontano.

Gli sbalzi d’umore, questi amici/nemici che vivono con noi ormai da un anno e che si presentano con cadenza mensile: il desiderio della nostra intimità, quello vero, non cercato, non imposto; la speranza, che quel miracolo accada dentro di me e l’attenzione ai messaggi del mio corpo per capire in anticipo se sarà il mese giusto o no; l’ansia dei giorni prima del presunto arrivo del ciclo, l’ansia di un verdetto, del risultato dell’esame più importante della vita; la tristezza ogni volta, quel giorno, e la frustrazione di non avercela ancora fatta; il desiderio di rivincita, perché il mese successivo sarà quello giusto … e via ancora dall’inizio, come una spirale.

Aspetto che venga interrotto questo ciclo (e anche il mio ciclo, quello fisiologico) da un evento che stravolga la mia vita, sono pronta, siamo pronti anche incoscientemente, anche nei sogni. Perché si dice che i sogni siano lo specchio dei desideri, allora eccoci, noi ci siamo, ora tocca a te. Perché lo so che eri tu!

Arianna N.

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