madriAnche la lamentazione è un’arte. Raffinata e divulgatissima. Forse quella che conosce il maggior numero di maestri. “Madri… Voglio vederti danzare” parte proprio da qui. È un pugno e una carezza, il piccolo libro di Antonia Chiara Scardicchio. Si legge tutto d’un fiato, per lasciarti che di fiato non ne hai. Ferma a pensare che di lamentazione t’intendi pure tu, a volte, e che ne conosci di maestri. Il libro si rivolge alle madri (ma anche ai padri, e pure a chi genitore non è) deluse da ciò che non va come dovrebbe. Madri di figli troppo magri o troppo grassi, madri di figli che non si sono laureati, che non hanno seguito le orme del padre, madri di figli che hanno preso un voto troppo basso, di figli troppo timidi, troppo ribelli, o poco studiosi, poco corrispondenti alle aspettative. Maledette aspettative. Che ci rendono madri di figli diversi da ciò che avremmo voluto. E per questo ci rendono madri sofferenti, madri addolorate. Col volto piangente e l’abito scuro come la Madonne dalle sette spade.

L’autrice del libro è stata davvero trafitta da quelle spade, quando ha conosciuto il dolore di una figlia autistica. Eppure, è una madre che danza. È stata la sua bambina a insegnarle che può esserci un altro modo di vivere la maternità. Ma anche la vita intera. Come Maria, saper vedere oltre il dolore di un figlio crocifisso, e non nonostante quello, ma grazie a quel dolore. Trasformarlo in grazia. Risorgere.

Arriva così questa carezza, soave, sorprendente, accompagnata dai disegni sognanti di Patrizia Casadei e dalle sculture “materne” di Angela Micheli. Arriva con le parole, curatissime e curative, di questo libretto i cui proventi servono a garantire un sostegno scolastico a una bambina che non parla ma sa come essere felice. Ho letto Madri quando ancora non avevo nessuno dei miei due bambini, ma ne avevo perso uno tanto amato anche lui (o lei). Ho pensato che quel pugno e quella carezza, un giorno, mi avrebbero reso una madre migliore. E così è. Ora l’unica arte che amo è la danza. Sono una madre danzante di gioia.

Dedicato a Gabriele, il cui amore saprà accogliere tanti pugni e tantissime carezze

Alessandra Erriquez

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