davide2Non eri ancora nato e ti facevo sempre una domanda: Pancino, sei felice? Il tuo calcio arrivava puntuale a rispondermi. Ci son voluti mesi, studi accutatissimi e una cena speciale che tuo padre ha voluto offrirmi (salvo pagare con la mia carta di credito). Cosi abbiamo scelto il tuo nome, una delle nostre decisioni migliori. Davide, l’amato. E lo sei, bambino mio.

Sei un vero principe, dalle ciglia lunghe e i modi raffinati. Un piccolo pignolo, un tenero Dadino. Un cuoco eccellente, un uomo del futuro che fa la spesa, lava e stende i panni, ma sa come far felice una donna. “Mamma! Bella!” Mi hai detto stamattina mandandomi in liquefazione. Sei spiritoso, la tua risata illumina il nostro mondo, sei un chiacchierone, un po’ timido, un divoratore di libri, enormemente affettuoso, un rubacuori (tutte queste bimbe al parco devo tenerle sotto controllo), sei bravissimo col tuo fratellino. Sei un mangione, sei testardo, sei dolce di carattere e dolce da mangiare di baci. Sei bellissimo. Sei un pagliaccio, uno spasso, un pieno di energia. Sei il giallo dell’allegria e il bianco delle notti! Sei fortunato, amore mio. Lo vedo da certi bambini attorno a me che non sono circondati dallo stesso amore.

Fai tesoro di questo dono, Davide. Perché è il più grande che potremo mai darti. E l’amore è tutto lì, in una domanda. Sempre la stessa.

Alessandra Erriquez

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