photo (13)Per nove mesi mi sono immaginata la scena. Io nella piscinetta dell’ospedale con “All this and heaven too” a palla, mano nella mano al mio compagno, due spinte e tac, ho tra le braccia la mia bimba mulatta, io piango, lui piange, bacio. No davvero. Era così che sarebbe andata. E invece, salvo il passaggio nella piscinetta che in effetti c’è stato, tutto il resto è andato abbastanza a puttane. A cominciare dalla musica che manco c’era un lettore cd, per finire con un cesareo di emergenza in anestesia totale a cui non ha potuto assistere manco l’ostetrica a momenti. Insomma lacrime risparmiate. Ah, e Mia non è mulatta.

È dal suo primo giorno, quel 4 maggio di un anno fa, che mia figlia mi ha insegnato a vivere nel presente. Anzi presentissimo. Non metterti a scrivere cazzate hippie nel tuo “programma di parto”, ma buttalo nel cesso perché succederà esattamente l’opposto. Non pensare di uscire alle 10 per andare al corso Sing and Signs, Mia potrebbe cacare 2 volte di seguito alle 9.55. Non programmare il party per il suo primo compleanno con nonni in trasferta da Italia, Nottingham e Sudan: le verrà una tonsillite e finirete a brindare con l’antibiotico in un party/quarantena. Peró alla fine questo presente ha superato qualunque proposito per il futuro. Qui ci ho trovato Mia, diversa ogni giorno ma sempre con i piedi più tozzi e belli del mondo. Ci ho trovato suo padre e il suo ottimismo che a volte ‘mmazzerei, ma che il più delle volte ci salva. Ci ho trovato la mia famiglia allargata agli amici che non mi hanno mai lasciata sola, anche da lontano. E ci ho trovato altre mamme, che mi hanno insegnato tanto. La mia, che è la mia preferita perché mi ha lasciato la libertà di sbagliare anche nel fare la mamma (a parte rompere le palle su come va fatto OGNI GIORNO il brodo vegetale). Le mie migliori amiche che mamme lo sono diventate prima di me e mi hanno spianato la strada spiegandomi le cinque piaghe capitali coliche-denti-vomito a spruzzo-cagotto-schiavitù da pappina. Quelle che lo sono diventate insieme a me e che a furia di parlare di rigurgito e 50 sfumature di cacca, siamo diventate amiche e ora possiamo persino parlare di altro. Grazie a tutti loro questi 12 mesi sono stati incredibili.

Ma soprattutto grazie alla mia Mia, che è ogni giorno più emozionante e che mi ha fatto scoprire il presente pur essendo lei il futuro.

Daria S.

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