fratellinoGiocava beato con le sue costruzioni. All’improvviso mollò tutto e si fiondò sul pancione per accarezzarlo a due mani come si fa con una sfera da veggente. Emozione immensa. Pensai che forse Davide aveva avvertito un richiamo da Claudio che fino ad allora non ne voleva sapere di nascere. Così fu. Alle 2.35 di quella notte eravamo occhi negli occhi. Poi siamo stati più che altro pianto nelle orecchie fino a che la montata lattea non l’ha fatto ricredere sulle bellezze della vita. Intanto Davide a casa ripeteva: “Mamma… Boh?” Finalmente il primo incontro, nella serena intimità di casa. Claudio ha fatto il suo ingresso con un regalo per Davide. Mica scemo! Davide ha gradito e guardava incuriosito questo scricciolo di bambino che mamma prendeva in braccio solo per farlo mangiare. Ah beh, perché mamma è mia. Tutto tranquillo, dolcissimo. Fino alla mattina dopo quando ha realizzato che l’intruso era ancora a casa con noi. Ma che veramente? Lì c’è stato qualche morso al piedino e le urla mentre quello piangeva, che forse si usa così per avere attenzioni. Noi felici che esternasse, lui felice di essere sempre il nostro principe. Accettare la sua rabbia lo ha fatto sentire meno arrabbiato e deve aver capito che bastava chiedere: “Gaggo, culla. Daide, baffo” (Claudio nella culla e Davide in braccio). Ora gli mette i piedi in faccia ma solo per dirgli che quello si chiama “pede”, gli fa gli agguati ma solo per dire ciao e per fargli cucu baaa. Gli pizzica le guance, gli dà i colpetti per il ruttino sulla schiena e quelli per la nanna sul culetto (che lui chiama culo, dobbiamo lavorarci un po’), lo accarezza e gli chiede i baci. Di tutta risposta Claudio lo adora. Sgambetta quando lo vede e ride, ride di gusto. È così che Davide ha imparato che Gaggo, l’intruso, è suo “fatello”.

Alessandra Erriquez

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