whiteFino all’età di sei anni ho creduto di essere la più bella del mondo. Poi un giorno agli inizi di giugno del 1984, sono andata in cucina da mamma e papà. Mamma piangeva, papà quasi, perché alla tv avevano appena detto che Enrico Berlinguer era morto. Io ero afflitta da ben altri dubbi: <Ho visto una bambina con i ricci in televisione, era molto carina (trattavasi di Nikka Costa, ndr) . Ma sono sempre io la più bella del mondo?>. <No no>. <Non credo proprio> mi hanno risposto loro. E io sono diventata grande (e mi sono anche un po’ disperata).

Mi piacerebbe che tu avessi dei genitori così, piccola Mia. E che avessi un buon esempio di donna, in me prima di tutto. Perché non basta avere i genitori giusti, la mamma femminista,  la famiglia progressista (che parolaccia, gesù). A me non è bastato a salvarmi dall’incontrare un Mister Merda che mi ha fatto crescere troppo in fretta. E allora ti auguro di essere fortunata più che bella, di essere coraggiosa più che dolce, di essere rispettata più che di essere amata alla follia. Ti auguro di essere una donna forte e di schivare le cacche che la vita potrebbe riservarti. Io dal mio canto proverò ad educarti alla libertà, di abituarti alla bellezza e farò di tutto perché tu cresca senza fretta in un mondo che non sono in grado di migliorare.  Per tutto il resto c’è tuo padre che ha già preparato un arsenale nucleare in cantina.

Daria S.

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