Grazie al vostro contributo sono riuscita a stilare il primo manifesto del club delle pessime madri. Questo spazio, luogo ideale per madri degeneri dove poter fare outing in libertà, si è arricchito grazie ai vostri commenti, folli, deliranti, veri, grande ricchezza del blog.

Continuate a scrivermi, se ne avete voglia, perché vi sentite un po’ pessime anche voi. Solo una volta alla settimana. O sempre.

E se ancora non l’avete fatto potete scaricare qui il logo disegnato proprio per noi pessime dalla brava, bravissima Burabacio. Se vi va potete metterlo nei vostri blog, nei vostri profili fb, farci una spilletta o anche una maglietta per ribadire il vostro diritto ad essere pessime madri (almeno una volta alla settimana).

club pessime madri 2

Ricapitolando, siamo pessime madri perché:

– parcheggiamo i nostri nani davanti la tv;

– non abbiamo dimestichezza col parco e altri luoghi a misura di Nano;

– se siamo fuori con i nostri figli e ci accorgiamo di rumori strani provenire dalle loro pance facciamo finta di niente. almeno finché non sarà l’odore a parlare per noi;

–  ci è capitato di far finta di niente anche quando questi rumoretti li sentiamo di notte;

– non abbiamo avuto il coraggio di assaggiare le sue pappe;

– spesso usiamo il ciuccio come silenziatore;

–  ogni venerdì sera vorremmo essere altrove;

– vorremmo essere altrove anche tutti gli altri giorni della settimana;

– nutriamo i nostri figli grazie a Findus e Giovanni Rana;

– non vediamo l’ora di andare al lavoro per respirare un po’ di libertà;

– facciamo gli straordinari al lavoro per il suddetto motivo;

– portiamo i nostri figli all’asilo nido anche durante i giorni liberi. D’altra parte lo paghiamo profumatamente;

– durante la gravidanza erano le sigarette (e la vodka) a mancarci, mica il prosciutto;

– lasciamo ai papa i lavori “sporchi”;

– aspettiamo ansiose che crescano un po’;

– anche quando sono cresciuti e se ne sono andati da casa se tornano a trovarci non vediamo l’ora che tornino a casa loro;

– ci macchiamo di crimini orribili come quello dell’aver dato calcetti d’incoraggiamento mentre imparavano a gattonare provocando cadute da ogniddove;

– abbiamo adottato il metodo Estevill;

– non abbiamo adottato il metodo Estevill;

– ignoriamo le urla dei nostri figli a favore di un po’ di sano cazzeggio sul web;

– li preferiamo in foto, gelosamente custodite nei nostr il pc/tablet/smartphone, piuttosto che in carne ed ossa e pianti;

– nascondiamo qualche buon minuto di relax e di cazzeggio sui social dietro minzioni sempre più frequenti;

– lasciamo i nostri figli a nonne (o a baby sitter) pur di fare un po’ di shopping, o andare in palestra, o andare a prender un caffé con le amiche, o per farci un po’ di cazzi nostri in santa pace;

– insegniamo ai nostri figli ad alzare la mano se a loro domandano chi è il bambino più bello del mondo?

– insegniamo loro ad alzare la mano anche alla domanda chi è la mamma più bella del mondo?

– le salviettine umide sono il nostro lasciapassare per la libertà;

– abbiamo festeggiato la nostra impossibilità di allattare ricominciando a bere e a fumare;

– cuciniamo ai nostri figli cene veloci e frugali tanto a pranzo mangiano bene all’asilo;

– ci rilassiamo talmente tanto dopo averli lasciati al nido che ci dimentichiamo di andarli a riprendere;

– deleghiamo all’asilo totale fiducia per tutto quello che riguarda gli aspetti della loro educazione;

– se si addormentano con gli stivaletti di gomma ai piedi, dopo aver saltellato nelle pozzanghere, guai a svegliarli. anche se sappiamo che il giorno dopo avranno la febbre;

– benediciamo ciuccio e biberon;

– spediamo i nostri figli allo stadio con i papà convincendoli che devono creare empatia con loro fin da piccoli;

– dimentichiamo di portare dolci e biscotti quando al nido si festeggia un compleanno. Il loro compleanno;

– non abbiamo amato l’allattamento;

– abbiamo amato così tanto l’allattamento che l’abbiamo fatto a richiesta, fino ai tre anni del pargolo;

– il nostro turpiloquio non si esaurisce quando diventiamo madri;

– i panni sporchi sono prerogativa delle nonne;

– le vacanze si fanno senza figli;

– i figli si trascinano ovunque, anche nei peggior bar di Caracas;

– il lettone è la nostra personale soluzione ai pianti notturni;

– quando torna il papà dal lavoro concediamo loro il lusso di stare con i loro figli. Per tutta la sera;

– un nostro pensiero ricorrente è che era meglio prima;

– perché con i nostri figli non è scattato il colpo di fulmine ma ce ne siamo innamorate a poco a poco;

– siamo convinte di essere madri ma anche, e soprattutto, donne.

Lucrezia S.

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