mary-poppinsIo Mary Poppins l’ho trovata.  Nessuna borsa magica, ombrelli volanti, nessun amico spazzacamino che saltella per i tetti e no, neanche quel meraviglioso cappellino e le splendide scarpe col tacco molto retrò.

La mia Mary è magra magra, spigolosa, a volte burbera. Ha preso me e mio figlio, a settembre, e ci ha rivoltati come un calzino. Mi ha insegnato a delegare, a fidarmi, ad avere più coscienza di me stessa e del mio ruolo di madre. Ma lo ha sempre fatto senza la pretesa di dirmi come si fa. Ci ha presi in un momento delicato. Io molto stressata, Pietro molto nervoso. Si è insinuata piano, facendo le cose come le chiedevo io, ma mostrandomi anche come le avrebbe fatte lei. Molte di queste, le faceva meglio. Non mi sono solo fidata, mi sono affidata.

Con Pietro si sono annusati, guardati, osservati, piaciuti. Io avevo il terrore che la tata potesse diventare una mamma, usurpasse il mio ruolo – soprattutto rientrando a lavoro – invece i ruoli sono stati sempre definiti. Il loro rapporto è cresciuto nei mesi, il nostro anche. La mia Mary ha insistito perché addormentassi Pietro nel lettino. Lei ce lo ha abituato con dolcezza e pazienza. Ma con fermezza. E anche io poco a poco ci sono riuscita. Mi ha tolto un po’ di ansie, mi ha sollevata, mi ha tranquillizzata ogni volta che mi pareva di non arrivare, di non essere all’altezza, di non riuscire a conciliare tutto. Forse, è stata un po’ anche tata mia. Con Pietro la mia Mary balla, canta, lo porta a spasso per tutta la casa ora che non vuole mai stare fermo, gli pulisce il naso, gli fa le “facce brutte”, lo riempie di baci e a volte gli dice “nonononono” e lui la guarda e si mette a ridere. E a me loro due insieme piacciono tanto.

Dalla prossima settimana la mia Mary va via. Torna a casa. Ci sono decisioni che ad un certo punto si devono prendere e lei era giusto che la prendesse ora. Aprirà il suo ombrello sgarrupato e riempirà la sua borsa che non ha niente di magico e volerà via. Almeno per un po’ di tempo. Dire che ci mancherà è dire poco perché non è facile incontrare una persona così. Io, Pietro e Carlo l’aspettiamo. Che Mary Poppins, prima o poi, torna sempre. Ciao tata.

Alessandra B.

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