foto (10)Allora, io mi sono abbastanza emozionata. E’ tutto così piccolo lì dentro. Sembra di entrare nella casa degli gnomi. Le seggioline, i wc a misura di bimbo, la cucina delle bambole, i mini lettini, i colori pastello, le manine grassocce alla ricerca di costruzioni. E ad un certo punto torni indietro di 30 anni. Anche se io all’asilo nido non ci sono stata mai. Ma ho i ricordi vividi della scuola materna.

Però alla scuola materna si parla, si interagisce. All’asilo nido, i piccoletti camminano – e Pietro li guarda con una certa invidia visto che lui sta in piedi ma non si muove se non è aiutato – e fanno un gran casino. Giochi da tutte le parti, babbabammmamatrallalazazazza, capriole, cestini della frutta (finta), e sempre costruzioni in ogni dove. A Pietro sembrava di stare in un parco giochi.

E lui che di solito è un gran mammone, si è staccato quasi subito. Mi seguiva con lo sguardo ma giocava con tutto quel ben di dio messo a disposizione. Eh, sullo sguardo dobbiamo lavorarci. Lui all’inizio guarda tutti come se negli occhi avesse un punto interrogativo. La maestra mi fa: “Ma non gli piaccio io o guarda tutti così?”. Eh, signora maestra mi sa che per un po’ le tocca quell’occhietto lì…

Intanto domani mi aspetta il primo esame. Sìsì avete letto bene: aspetta me. Devo fare i lavorini!! Avete presente cartoncino bristol, forbici, colla, foto ecc.. ecco tutta quella roba lì, con la quale io litigavo pure alla scuola materna. Mi aspettano per fare una bella scatolina porta oggetti del mio marmocchio e un bel quadernino con tutte le foto di mamma, babbo, nonni, zie, amici e chi più ne ha più ne metta.

Alessandra B.

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