parenting-finalblog3Il 2013 di tutti è stato l’anno di un Papa che si è dimesso, quello in cui ne è arrivato un altro che si chiama Francesco, e insieme hanno dato e stanno dando una bella sferzata alla Chiesa (con qualche telefonata in eccesso, forse…). L’anno in cui un meteorite ci ha fatto davvero paura, le elezioni hanno prodotto un governo-mostro e il quasi suicidio di due partiti, sono morti tanti artisti, se ne è andato l’unico leader per il quale aveva ancora senso la parola mito.

Il mio 2013 è cominciato con una vittoria a Risiko in un “casale da sogno” e una pancia enorme. Lì dentro c’era il desiderio più grande di tuo padre e tua madre: tu. C’erano i tuoi calci e la pelle tirata, le fitte al ventre e la paura e la dolcezza e le notti ad addormentarsi pensando: “lui come sarà, come saremo noi con lui”.

Il mio 2013 finisce con il tuo sguardo che ogni volta mi fa dire: “Nessun uomo mi ha mai guardata e mi guarderà mai così”. E che importa se lo dicono tutte le mamme. Che importa se a volte sembro ridicola, se tu sembri mammone. Il nostro mondo ce lo siamo creati, io tu e il babbo in questo lungo, dolce, faticoso, emozionante anno di vita insieme. Con le nostri notti insonni, la tua fame atavica, la tua mano che stringe quella di tuo padre prima di dormire, i tuoi primi sorrisi diventati risate, il tuo biberon che ormai prendi da solo e reclami con forza la mattina, le mie ansie da biscotto e da pane di traverso, le tue scoperte quotidiane che fanno riscoprire tutto anche a noi, il tuo pianto da leggere, interpretare, capire, i tuoi versetti diventati quasi-parole, il tuo risopiantopiantoriso.

Non abbiamo avuto un colpo di fulmine noi due. Ci siamo innamorati mentre facevamo amicizia, quasi come accade ai grandi. Ci siamo annusati, come gli animali. Io mi sono presa cura di te, ti ho protetto, tu mi hai insegnato a conoscerti, a crescerti. A fare da paciere, da mediano, da colui che a volte calmava te e a volte calmava me, a volte entrambi nello stesso tempo, tuo padre. Colonna portante della nostra vita. E lo dico qui, davanti a tutti, che a noi ci piace farlo imbarazzare un po’ 😉

Di questo anno che sta per finire vorrei portare tutto con me. Vorrei riuscire a fissarlo nella memoria senza dimenticare niente. (E col carico di foto e video fatti penso che ci riuscirò). Tra tutte le gioie e gli scleri, questo è stato l’anno più intenso che io abbia mai vissuto. Con te e per te. E ora avanti, verso il 2014.

Buon anno a tutti.

Alessandra B.

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